Il titolo qui sopra fa il verso al noto esperimento mentale di Frank Jackson descritto in Ciò che Mary non sapeva. Quel che leggerete di seguito, invece, si riferisce ad una rappresentazione teatrale a cui ho assistito ieri: Molly Sweeney. Gli ingredienti, quindi, sono: neuroscienze, filosofia e teatro.
Il testo, ispirato a un fatto realmente accaduto e raccontato dal neurologo Oliver Sacks nel saggio Vedere e non vedere, apre uno squarcio profondo sui problemi etici e filosofici che la cura dei pazienti può avere sugli stessi. Brian Friel rielabora la vicenda di un singolare caso clinico mantenendo intatto il rigore scientifico e introducendo degli elementi che trasfigurano il caso.
Molly è una donna di quarant’anni, cieca ma completamente autonoma, che lavora come fisioterapista in un centro benessere. Il tatto è la strada per entrare in contatto col mondo e per riconoscerlo, e supplisce perfettamente all’assenza della vista. La donna, convinta a sottoporsi ... Continua a leggere...Tag Archives: teatro
Ciò che Molly non doveva sapere
Il titolo qui sopra fa il verso al noto esperimento mentale di Frank Jackson descritto in Ciò che Mary non sapeva. Quel che leggerete di seguito, invece, si riferisce ad una rappresentazione teatrale a cui ho assistito ieri: Molly Sweeney. Gli ingredienti, quindi, sono: neuroscienze, filosofia e teatro.
Il testo, ispirato a un fatto realmente accaduto e raccontato dal neurologo Oliver Sacks nel saggio Vedere e non vedere, apre uno squarcio profondo sui problemi etici e filosofici che la cura dei pazienti può avere sugli stessi. Brian Friel rielabora la vicenda di un singolare caso clinico mantenendo intatto il rigore scientifico e introducendo degli elementi che trasfigurano il caso.
Molly è una donna di quarant’anni, cieca ma completamente autonoma, che lavora come fisioterapista in un centro benessere. Il tatto è la strada per entrare in contatto col mondo e per riconoscerlo, e supplisce perfettamente all’assenza della vista. La donna, convinta a sottoporsi ... Continua a leggere...Posted in die Phänomenologie, er mejo, ἡ μίμησις Also tagged conoscenza, filosofia, mente, qualia, vista 6 Comments
Vita di un commesso viaggiatore
Sicuramente uno dei migliori spettacoli teatrali a cui abbia mai assistito: Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller.
Un’analisi psicologica dei personaggi incredibile e terribile, che mostra interamente la complessità della mente umana e la meschinità della società in cui viviamo. Il commesso viaggiatore, interpretato da un fantastico Eros Pagni, è vittima della propria vita e, in particolare, dei propri ricordi. Ma è anche vittima della società in cui vive, società in cui l’individuo non conta nulla e, sebbene consapevole di questa sua condizione, cerca in tutti i modi di giungere al “successo”, ad una chimerica “soddisfazione” personale e professionale. E la difficoltà dei rapporti tra gli uomini è vissuta anche e soprattutto nell’intimità del focolare domestico: il rapporto tra il padre e i figli, tra il marito e la moglie, spesso è il più complicato.
Una splendida regia! L’atmosfera da “giallo”, da “thriller”, si adattava perfettamente all’opera. Ma è soprattutto ... Continua a leggere...Arlecchino servitore di due padroni
Dopo La bisbetica domata, l’Arlecchino di Goldoni. Anzi, Arlecchino servitore di due padroni di Strehler!
Non sono esperto di teatro, non l’ho mai studiato, non ne sono un assiduo frequentatore, nè tantomeno sono un critico. Penso però di poter dire con certezza che quest’Arlecchino è stra-or-di-na-rio!
Gli attori giocano con le maschere come se tali non fossero, ma la loro stessa faccia e personalità. Ballano, si prendono in giro, fanno giocoleria ad alti livelli, cantano benissimo. Un Ferruccio Soleri straordinario nel ruolo di Arlecchino, ed anche nella sua messa in scena dell’opera.
A ricordarci che la maschera non è reale, una trovata niente male: teatro nel teatro, rappresentazione di una rappresentazione. In pratica, Strehler ha messo in scena la “prova generale” di uno spettacolo, con tanto di suggeritore e “dietro le quinte” ben visibili e con un loro ruolo preciso.
Ho provato uno straniamento, un senso di felicità e spensieratezza che ... Continua a leggere...




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