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Filosofi in marcia

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Facciamo a pezzi il PIL, e ricostruiamo il merito

Giuseppe Raciti, filosofo teoretico e docente universitario catanese, scrive un nuovo testo sul suo bel sito minimalista. Questo brevissimo scritto porta il titolo di Entriamo nel merito, e facciamolo a pezzi. Sono d’accordo con il Prof. in tutta la pars destruens del suo discorso. La sua analisi accomuna – giustamente – il criterio del merito a quello di produzione. Si tratta – né più né meno – della logica del PIL, ormai associata a tutto e tutti: anche alle istituzioni, alle amministrazioni comunali, alle università. Il PIL e la sua logica sono il vero problema della nostra economia, la cui parola d’ordine è produzione, a tutti i costi. Prendiamo la scuola: in questi anni si è fatta una corsa disperata ai progetti, alle attività, al completamento dei programmi, quasi sempre in senso quantitativo. La verità chiara e semplice è invece che, soprattutto quando si tratta di cultura, la quantità non c’entra nulla. Uno ... Continua a leggere...

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30 ottobre 2008, un magnifico pretesto

Una data da non dimenticare. Ieri, milioni di cittadini legati al mondo della scuola e dell’università hanno invaso le piazze italiane: docenti universitari e della scuola di ogni ordine e grado, studenti medi e universitari, precari, insegnanti di sostegno, ricercatori, dottorandi, personale. Il motore dell’Italia che è l’istruzione, unito per un giorno in tutte le sue parti, si è ribellato al progetto di un governo criminale. Al di là dei tagli e dei maestri unici, il messaggio è chiaro: Berlusconi e i suoi simili vogliono un paese debole, ignorante, precario, xenofobo. Debole nella ricerca umanistica e scientifica e, quindi, anche nello sviluppo economico. Ignorante, perché l’istruzione è coscienza e la coscienza è rivoluzionaria. Precario, perché la preoccupazione costante per il proprio futuro rende la gente incapace di progettare, di sperare, di pensare. Xenofobo e razzista, anche nei confronti dell’infanzia. Le leggi 133 e 137 sono vergognose e vanno ritirate. Tuttavia, sono felice di ... Continua a leggere...

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Lezioni in piazza, la 137 passa

Lezioni in Piazza UniversitàOggi, a Catania, lezioni universitarie in Piazza Università. Abbiamo invitato docenti di Fisica, Scienze Politiche, Lingue, Lettere ad uscire allo scoperto con questo atto simbolico e, quindi, concreto. Una lezione in piazza ribadisce il carattere pubblico dell’università e tiene uniti docenti e studenti contro i ladri di futuro di questo governo. Così come la legge 133, da stamattina il decreto legge 137 – il decreto Gelmini – è normativa. Alla notizia, gli studenti delle scuole medie superiori si sono riversati in piazza, riempendola tutta, numerosissimi. Ciò fa ben sperare per il grande appuntamento di domani: lo sciopero generale della scuola di ogni ordine e grado e dell’università. Finite le manifestazioni, si è svolta un’assemblea del movimento studentesco catanese. Qui sono iniziate le difficoltà, per varie ragioni. Innanzitutto, per la compresenza di certi (non voglio certo generalizzare!) esponenti dell’UDU e dei collettivi (entrambi sembrano amare molto le scaramucce partitiche). Inoltre abbiamo chiarito che ... Continua a leggere...

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Sunto di una giornata di proteste

Sunto di una giornata di protesta catanese. Dai Benedettini, sede di Lettere e Filosofia, parte un gruppo di massimo 15 persone. Inutilmente si è tentato di convincere altri studenti. Ci si dirige a Scienze Politiche: siamo una cinquantina. Dopo qualche discussione con esponenti dell’UDU, si occupa la metropolitana fino a Piazza Borgo. A piedi fino alla Cittadella Universitaria, dove si era appena conclusa una lunga ed affollata assemblea. Il movimento studentesco catanese, finalmente (quasi) tutto presente nelle sue varie parti, decide di fare assemblea fino al pomeriggio. Si decide cosa fare domani: lezioni simboliche all’aperto – tenute da docenti e ricercatori – a partire dalle ore 9.00 in Piazza Università. Subito dopo, assemblea.
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