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Laureando spuntasentenze

In questo aggiornamento sarò breve e schematico: ho dato l’ultima, faticosa, materia che mi separava dalla laurea in Filosofia. In questi tre anni e oltre di università, credo di aver imparato (tra le tante) un paio di cose che ora provo ad elencare in ordine rigorosamente sparso:

  • I docenti sono importanti.
  • Cattivi docenti al liceo possono farti perdere mesi e mesi di studio matto all’università.
  • I docenti non sono tutto: se non ti rimbocchi le maniche, non vai da nessuna parte. Ed è poi inutile, oltre che alquanto disonorevole, lamentarsi dei propri insuccessi.
  • Si può essere più preparati come studenti al secondo anno di certi dottori, ricercatori, assistenti e compagnia bella.
  • La filosofia è la vita pensata, ed è anche la mia vita pensata. Insomma: mai scelta di studi poteva essere più azzeccata di questa.
  • I Greci hanno detto tutto ciò che c’era da dire, fatto tutto ciò che c’era da fare. L’hanno detto diversamente e l’hanno fatto meglio. L’hanno detto e fatto in un modo che, tra l’altro, non potremo mai comprendere. Noi, al limite, possiamo balbettare e tentare.
  • Tutti i manuali di storia della filosofia sono sbagliati: non esiste alcun passaggio decisivo “dal mythos al logos“. E lì dove esiste, non si dà filosofia.
  • Il filosofo, come ogni altro uomo, dovrebbe sempre procedere mascherato. Indossare una maschera e farsi attore che recita, ancor più che nascondersi, è un dispositivo di salute mentale per sé e per chi lo circonda. Il filosofo, però, può fabbricarsi da sè la propria maschera. E’ artista ed artigiano.
  • La filosofia, se sei fortunato, può anche donarti degli amici.
  • Le parole sono cose e non sono mai soltanto parole. Le parole sono ciò di cui è fatto il mondo umano (nel senso del mondo degli uomini e del mondo conoscibile dall’uomo). Il potere consiste nel governare le parole e il linguaggio.
  • Il paradosso del gatto imburrato è decisamente un paradosso!

Dopo questo elenco sputasentenze, costruito più che altro per interrompere il silenzio del blog dovuto alla preparazione dell’ultima materia, giungeranno altri scritti certamente più interessanti di questo ;-)

A presto.

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Il libero arbitrio cognitivista

Scrivo con ritardo dell’ultimo Caffè Filosofico catanese, che ha visto come protagonista il Prof. Marco Mazzone, filosofo del linguaggio e “scienziato cognitivo” davvero esperto. I temi trattati non sono i miei preferiti, ma la preparazione e la statura intellettuale del docente hanno reso l’incontro davvero interessante.

Il seminario è stato intitolato: La comunicazione intenzionale nelle scienze cognitive. Su Sitosophia, che è il gruppo di cui faccio parte e che organizza il Caffè Filosofico, è possibile ascoltare brani audio della discussione. Riporto anche qui sul mio blog il più interessante. Si parte da un sillogismo di Davide, che stimola Mazzone a parlare di abitudine e libero arbitrio.

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Ascolta gli altri brani su Sitosophia

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Filosofia, Caffè, studenti e consulenze

In questi giorni sono stato molto impegnato con il progetto di Sitosophia.

Sitosophia

Credo che chi – come me – si iscrive in Lettere e Filosofia, lo faccia fondamentalmente per passione. La filosofia, in particolare, non rappresenta solo una disciplina di studio. E’ la tua prima lettura al mattino e l’ultima alla sera. E’ una consolazione ma anche uno stimolo. E’ il pane di cui vorresti sempre nutrirti.

Una visione idilliaca? So benissimo che ormai l’Università non si vive così, almeno non nella maggior parte dei casi. Spesso la Filosofia è scambiata con l’ignavia. E non c’è peggior peccato. Solo che non tutti siamo uguali, per fortuna.

Lo studente (quello vero) ha sempre bisogno di nuovi stimoli. E se non gli vengono offerti, se li crea da solo.

Io, insieme ad altri colleghi – anzi, amici – ho messo in piedi il sito (che, a proposito, ho interamente costruito con WordPress) ed un’iniziativa davvero interessante: il Caffè Filosofico. Quest’anno, grazie all’aiuto di pochi ma buoni docenti, gli incontri si svolgeranno nella mia Facoltà, a Catania.

Il primo incontro è già fissato per l’11 dicembre. Protagonista sarà il Prof. Giuseppe Raciti, che – ancor più che “filosofo” – mi piace definire “la Filosofia personificata”.

Per tornare alla questione “studenti”, c’è chi pensa che quest’ultimi debbano ricevere dall’Università della Consulenza psicologica. Si, esatto, come nelle aziende. Come ho scritto sul forum di Sitosophia, senza offendere chi di quel counseling ne avrebbe bisogno sul serio, io vorrei esporre un mio problema: credo di soffrire di ansia da studio. Si, insomma, non riesco a studiare bene.

E’ che vorrei conoscere i classici filosofici, ma non me li fanno studiare. E’ che vorrei fare ricerca storica, ma non mi dicono come si fa. E’ che vorrei studiare una materia per più di un mese, ma non posso perché altrimenti non mi laureo più. E’ che, se mi metto a confronto con un laureato vecchio ordinamento, mi sento un ignorante. E’ che spesso io studente mi trovo a combattere con le enormi frustrazioni psico-fisico-sociali di pseudo-docenti, che dovrebbero invece essermi d’esempio (a scuola come all’Università). E’ che il mio futuro lavorativo è tanto incerto quanto le prospettive di un tacchino il Giorno del ringraziamento.

Poi però mi succede una cosa strana: non soffro affatto di ansia da prestazione. Al momento dell’esame, anzi, sono sicuro di me. Ciò di cui non sono sicuro è se di quel topico momento mi rimarrà qualcosa; se da quello studio, tutt’altro che matto e disperatissimo, saprò cogliere i frutti e trarre gli insegnamenti dovuti.

E voi, ditemi: avreste bisogno di una consulenza?

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Café Filosofico con Augusto Cavadi: com’è andata

Io e Augusto Cavadi al Caffè Filosofico

Un’esperienza straordinaria, quella del Café Filosofico con il Prof. Augusto Cavadi. Innanzitutto per la sua persona, un vero e proprio militante della filosofia, che ha parlato e discusso insieme a noi più sulla base delle sue preziose esperienze che dei suoi studi. E poi perché ho presentato io il suo libro: è stato un onore ed piacere, ho provato una forte emozione che, spero, sono riuscito a nascondere.

La discussione si è concentrata su due argomenti principali: il relativismo dei valori, affrontato a partire dalla lettera degli studenti del Liceo Spedalieri di Catania, di cui ho già parlato; il rapporto tra filosofia ed altre discipline, in particolare la psicologia e la psico-terapia, nella consulenza filosofica, di cui Cavadi è uno dei fondatori qui in Italia.

Unica nota dolente, la chiusura-trasferimento della libreria La Maieutica, indice che ogni possibile iniziativa culturale (di quelle vere, nate dal basso e con pochi mezzi economici) a Catania è destinata a fallire.

Ecco due foto dell’incontro, scattate dal carissimo amico Davide Dell’Ombra, altre foto potete trovarle su Sitosophia:

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