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Söhne und Weltmacht

Antonio ha scritto un’interessantissima recensione per Sitosophia. Il testo in questione è Söhne und Weltmacht. Terror im Aufstieg und Fall der Nationen. Eccone l’incipit:

Il testo dello studioso tedesco, la traduzione italiana del cui titolo può suonare “Figli e potere mondiale. Terrore nell’ascesa e nella decadenza delle nazioni”, pubblicato nel 2003, propone un’originale analisi dello scatenarsi di disordini sociali, guerre e terrorismo, individuandone la causa principale nell’evoluzione demografica dei singoli popoli e attribuendo per ciò stesso, nel contesto della genesi di tali fenomeni, un’importanza secondaria alla mancanza di risorse economiche e alle diverse ideologie politiche e religiose.

Se, al contrario di me, conosci la lingua tedesca, puoi scaricare l’ebook di Söhne und Weltmacht.

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La Temporalità, l’Evento

Eraclito sitosophico

In questi quattro-anni-e-mezzo-invece-di-tre di università, Sitosophia è stata la cosa più bella, più soddisfacente, più stimolante che abbia fatto. È stata capace di farmi incontrare amici e docenti degni di questo nome, disturbatori telematici e geni incompresi. Mi ha permesso di organizzare due edizioni del Caffè Filosofico, di conoscere libri e autori, di condividere conoscenze tra il serio e il faceto.

Quando una cosa bella come questa si fa strada, arriva l’evento. Quell’evento in grande stile che, quando hai iniziato, non te l’aspettavi. Probabilmente, si spera, tra gli incontri più filosoficamente densi a cui tu abbia mai assistito.

Questa giornata di studio è stata organizzata interamente da Davide: è lui che, grazie ad una sua ottima recensione, ha contattato Sandro Nannini per chiedergli di partecipare. Sempre lui a gestire ogni comunicazione con gli altri quattro docenti, tra i migliori della nostra Università: Alberto Giovanni Biuso, Giovanni Camardi, Marco Mazzone, Giuseppe Raciti. Ancora lui a sobbarcarsi ogni noia burocratica (in questo ammetto di avergli dato qualche lezione).

La temporalità – come la spazialità – è oggetto privilegiato della teoresi, sia essa filosofica o scientifica. Quando si centra il nocciolo delle questioni, le differenze tra scienze umane e scienze dure o tra analitici e continentali si perdono. Non perché si dicono le stesse cose, piuttosto perché il punto di vista da cui si compie la propria analisi non ne esclude altri. Anzi, i punti di vista – le visioni del mondo – sono complementari.

E non si pretenda, in questa ricerca, di perseguire scopi. Il sapere fine a se stesso è più sexy. Non ci toccano neanche le delusioni.

Chissà che di questa giornata non ne riescano degli Atti, da pubblicare con Villaggio Maori

Danno notizia dell’evento Davide, Cateno, Livia su 095 e Rosario su È tempo di scrivere.

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