Se, quand’ero quindicenne, qualcuno m’avesse detto “un giorno anche tu andrai ad un concerto dei Led Zeppelin“, mi sarei senz’altro fatto grosse e grasse risate!
No, alla fine non ci sono andato al concerto e sicuramente mai ci andrò (anche se si vocifera di una fantomatica reunion con il figlio di Bonham), ma ciò che ho visto domenica sera al teatro greco di Taormina mi basta e m’avanza!
Dopo due ore, in cui si sono alternati tre gruppi (segnalo in particolare, per chi non li conoscesse, i magici Tinariwen), arriva Robert Plant con i bravissimi Strange Sensation.
Già alla prima, bellissima, canzone ho i brividi: la voce sembra proprio quella di Robert Plant, la stessa che ascolto e m’accompagna da anni. E’ un po’ più bassa, più profonda, ma non dimostra certo sessant’anni (o forse li dimostra tutti, dipende dai punti di vista). Il secondo pezzo, poi, me ne dà la certezza.
Poi, il ... Continua a leggere...
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In viaggio con Giovanni Allevi
Avviso importante: l’autore si dichiara non più responsabile del contenuto di questo post. Quando Giofilo scrisse quanto di seguito, era giovane e stupido.
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Ieri sera, il Metropolitan, stracolmo di spettatori, non si trovava in via S. Euplio a Catania. Era in Cina, era su un aeroplano che volava sopra New York, era sulle rive del Danubio, era in Europa, era in un bilocale ad Harlem, trasportato dalle mani di Giovanni Allevi.
Per il suo concerto catanese, Giovanni ha suonato tutto l’ultimo album, Joy, e due famose canzoni di No Concept. Era emozionatissimo: parlava piano, per sussurri, spiegava lentamente lo stato d’animo in cui ha composto ogni canzone che suonava. Ecco, infatti, la storia di Joy:
Vedo la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un’ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perché il Policlinico è vicino. Forse ... Continua a leggere...Amore e corpo, voci spezzate
Risorgo per qualche minuto dal mio studio matto e disperatissimo (matto e disperato lo sto proprio diventando, se non altro per l’orario in cui mi sono ridotto a scrivere questo post), per parlare di una neo-poetessa.
Si chiama Oriana Mascali, ha 18 anni, è catanese e frequenta l’ultimo anno del Liceo Classico Mario Cutelli di Catania.
Ho avuto la fortuna di conoscerla grazie al tirocinio che da poco ho concluso: con Oriana, infatti, ho in comune la mia bravissima ex-docente di Storia e Filosofia. A parte questo, ovviamente, avrò scambiato con lei si e no due parole.
Poi, scopro che ha da poco pubblicato delle poesie per la casa editrice “Il filo”. La raccolta si chiama Voci spezzate, il titolo è preso dall’ultimo verso di una delle poesie più belle. Ne ricopierei una qui, ma non so se, per il copyright, si possa fare.
Io non ne capisco molto di poesia, le mie letture ... Continua a leggere...




La Divina Impresa