Immergersi nella lettura di Friedrich Nietzsche ha i suoi pro e i suoi contro. Non che la sua filosofia sia un bene o un male di per sé, ci mancherebbe: è al di là del bene e del male, e per tale bisogna prenderla. Gli aspetti positivi e negativi sono tali in rapporto al fine della tua lettura: nel preciso istante in cui decidi di leggere Nietzsche con un fine – nel mio caso, la tesi di laurea – hai vanificato gran parte di quella lettura. Una parte nascosta e personale, certo, e non visibile né in tesi, né in saggi. La lettura filosofica dovrebbe essere sempre senza un fine e, nel caso di personalità della levatura di Nietzsche, senza fine.
Uno dei pro, è la presenza di aforismi – dalla forte attualità e dall’incredibile chiarezza – come squarci di luce nel suo pensiero abissale. Vi propongo una parte di questo, ... Continua a leggere...
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Della morte razionale
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Sitosophia Politica
L’imbarazzante silenzio – che speriamo verrà interrotto – di uno tra i più grandi Atenei italiani, quello di Catania, riguardo il disastroso decreto legge 112, ha portato un pugno di studenti di filosofia a pubblicare una petizione.
Questo gruppo, che si chiama Sitosophia e di cui sono orgoglioso cofondatore, richiede che l’Ateneo:
sospenda l’avvio del nuovo anno accademico (quindi lezioni, esami e sessioni di laurea) informando i propri studenti e personale amministrativo della situazione in sedi opportunamente stabilite
non approvi i bilanci preventivi in mancanza delle adeguate risorse economiche, in segno di netta protesta
organizzi un preciso e concreto calendario di iniziative di mobilitazione
Niente di fantascientifico, dunque, solo una necessaria presa di posizione Contro il tramonto dell’Università italiana.
Firmate tutti e diffondete il verbo, è importante.
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Morti rosse
To’, le fonti di (dis)informazione si sono accorte che ogni giorno, in Italia, muore qualcuno sul proprio posto di lavoro. In pochi sembrano accorgersi dell’incredibile pseudo-sillogismo che se ne può ricavare:
L’Italia è (una Repubblica democratica) fondata sul lavoro.
Il lavoro è causa di morte praticamente ogni giorno.
L’Italia è (una Repubblica democratica) fondata sulla morte sul lavoro.
Il lavoro è un valore da trasmettere. Da trasmettere da padre in figlio. Se poi il padre muore lavorando, quel valore diviene una sorta di tragico destino. Com’è successo a Genova. Come accadde in Sicilia, nella seconda metà dell’800:
Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre, col sentirgli dir ... Continua a leggere...
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Riemergo, perché troppa è la voglia di comunicare. Comunicare di Letteratura.
Questa è la prima di una serie di brevi riflessioni. Comincio con un autore straniero, unica eccezione, continuerò con italiani vecchi, molto vecchi.
E' Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, meglio conosciuto solo come 
La prima pietra del ponte sarà una lapide