
Queste fotografie sono la prova di un ritrovamento avvenuto domenica scorsa, nella vecchia casa in campagna della famiglia di mia madre, a Mirabella Imbaccari. Sono di quei piccoli tesori, dal grande valore affettivo, che hai avuto sott’occhio tutta la vita. Un giorno, poi, decidi di scoprirli: anche perché temi che qualche cacciatore di passaggio ne faccia un falò.
I testi che ho fotografato sono solo una piccolissima selezione qualitativa (de gustibus miei, ovviamente) del grande numero di libri, carte, giornali e, soprattutto, materiale politico e forense presente: mio nonno, infatti, era uomo di partito (quale? Inizia per d e finisce per c) e avvocato.
I miei preferiti sono: I Promessi sposi, edizione del 1888, Primo grado: la guida anni Cinquanta all’esame per la patente e, soprattutto, Almanacco per il popolo siciliano del 1926, del quale ho inserito molti scatti delle pagine interne.
- Mirabella
- La Bisnonna
- Cugini
- La caccia
- Boutroux
- Eneide
- Primo grado
- Primo grado
- Primo grado
- Primo grado
- Promessi sposi, 1888
- Il richiamo della foresta
- Il ciclope
- Il pensiero di Lenin
- Giordani, 1890
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Almanacco Siculo
- Fioretti
- Geografia
- Il mondo nuovissimo
- Vecchi nomi e confini
- Punto spes
- Prisma
- Pedofasciologia
















































Ibridando libri
La lettura incrociata di Post-human e Crash, giunta quasi al termine, si sta rivelando gustosa ed azzeccata. Questi due testi mi capitano davanti ormai da tre anni, ossia da quando Alberto Giovanni Biuso e Giuseppe Raciti – i due migliori docenti della mia facoltà – me li hanno fatti conoscere. Post-human è uno dei testi fondamentali, sempre presente (se non in programma, sottintendendolo durante le lezioni) nei corsi di Filosofia della mente di Biuso. Il libro di James G. Ballard, invece, lo sentii citato per la prima volta durante un (im)memorabile Caffè filosofico con Raciti, il quale ha addirittura intervistato il grande autore.
Studio l’enciclopedia (perché questo è Post-human) di Roberto Marchesini di giorno e leggo Crash di notte. Ne conseguono inevitabili riflessioni sul postumano. Ne butto giù una: il postumanesimo è una questione di scenari, prima ancora che di possibilità tecnica di dar vita ad essi. È un mondo di fantasia e letteratura, prima ancora che di scienza. Mi correggo: è l’argomento in cui letteratura, filosofia e scienza – lo vogliano o meno – si trovano faccia a faccia, in cui si vogliono e si devono prendere seriamente. È, infine, il luogo in cui non vi è cesura tra essere e tecnica.
Ballard, poi, è incredibile: nel suo libro c’è davvero eros e thanatos, non come formuletta valida in ogni occasione. Inoltre, lui non ha bisogno di ingegneria genetica o di nanotecnologie per cogliere la potenza dell’ibridazione. Come dice lo stesso Marchesini a proposito di Crash:
Non appena concluderò la lettura del romanzo, vedrò l’omonimo film di David Cronenberg, che in molti mi dicono essere all’altezza del libro.