
Da Bioetica vengo – purtroppo – a conoscenza di questa notizia riguardante uno degli esseri umani (?) più ricchi d’Italia:
Il taxi era una Fiat Marea uscita dalle sue fabbriche, dunque di sua proprietà.
Mentre tutti hanno criticato o almeno deriso (ah, stolti!) il baldo giovine per questa sua dichiarazione, io ho tentato di comprendere ciò che è davvero accaduto quella notte a Capri; una notte destinata ad entrare nei libri di storia, economia e filosofia.
Elkann è, in verità, un genio: ha reso esplicite le condizioni – finora taciute – del consumismo.
Il capitalista non è più solo colui che
- possiede la fabbrica
- possiede i mezzi di produzione
- paga all’operaio un salario minore del valore del suo lavoro
- vende la merce ad un prezzo che supera il valore del lavoro dell’operaio che l’ha prodotta
- rende quindi possibile l’alienazione dell’operaio
- dal prodotto del suo lavoro
- dalla propria attività
- dalla sua stessa essenza, cioè il lavoro libero
- dal suo prossimo, cioè dal capitalista stesso
Il capitalista è anche e soprattutto colui che continua a possedere la merce prodotta, anche dopo che essa è stata venduta.
Se, finora, il consumismo ha avuto – tra le sue tante incertezze – almeno una regola: il consumatore compra e consuma la merce, con Elkann anche quest’era è finita: il consumatore si illude di comprare e consumare.
In verità, in qualsiasi momento e con una qualsiasi scusa, il capitalista può citofonare a casa del consumatore e chiedergli indietro la merce.
Chi di voi ha in garage una Lancia, una Fiat o un’Alfa Romeo è avvisato.







Guida Ai Perplessi
Avete presente quella petizione scritta da meno di dieci poveri studenti di Filosofia di Catania, tra cui il sottoscritto, che chiede a gran voce che l’Università si muova contro il disastroso D.L. 112?
A riguardo, devo darvi due notizie, una cattiva e l’altra pure:
Tra il perplesso e l'impaurito.
Foto di paul peracchia
Ai perplessi (che non sono gli stessi a cui si riferisce questo magnifico libro, libro a cui questo post fa il verso) voglio dire: perché, ad esempio, i camionisti possono scioperare in massa, non lavorare più di comune accordo e ovviamente ottenere ciò che vogliono e l’Università non può farlo? Perché? Datemi un motivo.
Ipotizziamo alcune perplesse obiezioni e proviamo a rispondere:
p.s.: fammi sapere qual’è questo lavoro strapagato che hai trovato con la tua laurea in Lettere, Filosofia o Scienze della comunicazione, che me lo cerco anch’io!