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La prima pietra del ponte sarà una lapide

La prima pietra del ponte sullo stretto di Messina – che il governo vuole porre fra tre giorni, il 23 dicembre – non sarà una pietra qualsiasi: sarà una lapide. Apprendo la notizia da Azalais e dalla rete contro il ponte su Facebook, e da uno dei pochi siti giornalistici che ne parla: ieri, 19 dicembre (non due minuti fa eh, ieri), durante la manifestazione nazionale contro la costruzione del ponte, è morto Francesco Nisticò. È morto a causa di un malore mentre parlava dal palco, è morto d’infarto perché non c’era l’ambulanza a una manifestazione dove, come sempre, erano presenti 4000 persone per la questura (quindi per tutti) e 20000 per chi, invece, era lì presente. Nell’articolo che ho segnalato sopra è riportato il commento di Ulderico Pesce, che dice: «vogliono spendere 6 miliardi di euro per un’opera in un territorio dove si può morire per un calo di pressione». Inizia malissimo la ... Continua a leggere...

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Catania – Bologna sola andata /1

Nietzsche WerkeScena 1 – In biblioteca, a Catania Sono in biblioteca, a Catania, e devo cercare testi di Nietzsche, classici della filosofia. Consulto lo schedario, con quei pezzi di carta rovinati da migliaia e migliaia di dita sfoglianti. Trovo Nietzsche, sia le opere in tedesco che in italiano. So che posso ritirare e consultare 3 libri alla volta, quindi compilo tre foglietti prestampati con i dati e la collocazione dei primi tre libri che ho scelto di consultare. Consegno le richieste alla farmacista alla signora del personale di biblioteca (non credo sia bibliotecaria), la quale mi cede gentilmente un biglietto con un numero. Eh sì, c’è l’elimina-code dal macellaio in biblioteca. Aspetto. Aspetto. Aspetto. Aspetto. Aspetto ancora. Sul led appare il mio numero e mi reco nuovamente al bancone. La signora mi porge un libro e mi torna due foglietti. Io le chiedo cosa significhi. Lei mi risponde che gli altri due libri non ci sono. “Ah, d’accordo – dico io – non ci sono perché ... Continua a leggere...

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2090

Big BrotherCateno si è posto qualche giorno fa una domanda: se la deriva bonariamente autoritaria in cui sta scivolando questa Italietta di pantofolai e vestagliati dovesse definitivamente risolversi in una dittatura violenta e se, una volta avvenuto ciò, chi non si allineerà al regime sarà perseguito, perseguitato e, a meno che non si riallinei, torturato e finanche ucciso, ebbene, io, in tal caso, che farei? Lui ha risposto che gli finirebbe a fare l’antieroe, cioè colui che – da vero anarca – agisce contro il potere tirannico dall’interno e la cui azione è sempre un’azione libera, anche da ogni altra ideologia. Non credo di conoscere alcuna persona così poco sana di mente da poter fare di “meglio” (ossia da fare l’eroe), me stesso compreso. Tommy prosegue il discorso e dice che sì, non sarebbe eroe neanche lui, ma martire lo diverrebbe se il regime richiedesse il controllo sul suo pensiero. Il guaio, a mio parere, ... Continua a leggere...

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I Vicerè

Mi sento in dovere di condividere, per chi se l’è persa, la puntata di Report su Catania intitolata I Vicerè. Lo schifo e la vergogna che ho provato nel vedere l’inchiesta certo non sono superiori allo schifo ed alla vergogna che provo quando quelle stesse scene le vedo ogni giorno, dal vivo. È proprio questo il punto: basta farsi un giro a Catania – certo, un giro che non comprenda solo Via Etnea e Corso Italia – per rendersi conto della situazione penosa della città. Io abito a San Giovanni Galermo, proprio accanto ad una di quelle strade, filmate dalla trasmissione (alla fine del 4° video), con la fogna a cielo aperto. Ho un’amica che abita a Librino, proprio accanto il Palazzo di cemento (6° video). Conosco persone singole, gruppi e associazioni che conoscono la città e le sue problematiche meglio di chiunque altro, che tentano da anni di fare informazione e ... Continua a leggere...

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30 ottobre 2008, un magnifico pretesto

Una data da non dimenticare. Ieri, milioni di cittadini legati al mondo della scuola e dell’università hanno invaso le piazze italiane: docenti universitari e della scuola di ogni ordine e grado, studenti medi e universitari, precari, insegnanti di sostegno, ricercatori, dottorandi, personale. Il motore dell’Italia che è l’istruzione, unito per un giorno in tutte le sue parti, si è ribellato al progetto di un governo criminale. Al di là dei tagli e dei maestri unici, il messaggio è chiaro: Berlusconi e i suoi simili vogliono un paese debole, ignorante, precario, xenofobo. Debole nella ricerca umanistica e scientifica e, quindi, anche nello sviluppo economico. Ignorante, perché l’istruzione è coscienza e la coscienza è rivoluzionaria. Precario, perché la preoccupazione costante per il proprio futuro rende la gente incapace di progettare, di sperare, di pensare. Xenofobo e razzista, anche nei confronti dell’infanzia. Le leggi 133 e 137 sono vergognose e vanno ritirate. Tuttavia, sono felice di ... Continua a leggere...

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