La lettura incrociata di Post-human e Crash, giunta quasi al termine, si sta rivelando gustosa ed azzeccata. Questi due testi mi capitano davanti ormai da tre anni, ossia da quando Alberto Giovanni Biuso e Giuseppe Raciti – i due migliori docenti della mia facoltà – me li hanno fatti conoscere. Post-human è uno dei testi fondamentali, sempre presente (se non in programma, sottintendendolo durante le lezioni) nei corsi di Filosofia della mente di Biuso. Il libro di James G. Ballard, invece, lo sentii citato per la prima volta durante un (im)memorabile Caffè filosofico con Raciti, il quale ha addirittura intervistato il grande autore.
Studio l’enciclopedia (perché questo è Post-human) di Roberto Marchesini di giorno e leggo Crash di notte. Ne conseguono inevitabili riflessioni sul postumano. Ne butto giù una: il postumanesimo è una questione di scenari, prima ancora che di possibilità tecnica di dar vita ad essi. È un mondo di ... Continua a leggere...
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Ibridando libri
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Filosofia in persona
Questa che segue è mera pubblicità. Un gesto irrisorio che non potrà mai ricambiare quanto il Prof. Giuseppe Raciti m'ha dato, durante l'ultimo Caffè Filosofico, e continuerà a darmi.
Immagine principale del sito di Giuseppe Raciti.
Forse un dipinto di Malevic? Ma non c'è da fidarsi delle mie conoscenze artistiche.
Forse perché mi sento indegno ed incapace di spiccicare una sola parola su quell'incontro, o forse perché in questo periodo ho troppe cose per la testa (io, che quando ho troppe cose per la testa solitamente sono nel mio momento migliore), non faccio commenti, né osservazioni. Almeno non per ora.
platonismo Il naso, un tempo sicuro anticipatore del membrum, diventa con Proust l'organo svagato della ricognizione mnestica - una protesi platonica.
Confusione
È un periodo – questo – in bilico tra frenetici impegni, studi, ripensamenti, letture, timori, ricerca di equilibri.
Pian piano scopro di essere fondamentalmente lento e limitato. Non faccio altro che cercare nuovi stimoli, interessarmi a nuovi argomenti, intraprendere iniziative. Per poi scoprire, mio malgrado, di non riuscire a far bene più di una cosa alla volta.
Non riesco, contemporaneamente, a:
Buttare giù una seria riflessione sul magnifico Caffè Filosofico che ha visto protagonista il Prof. Giuseppe Raciti.
Scrivere su questo blog. Eppure ne vorrei raccontare di cose. Ad esempio, mi piacerebbe parlare del recente sciopero dei camionisti, il cui dato più triste è la nostra totale dipendenza dall’oro nero.
Rispondere (rispondere decentemente, intendo) al buon Tommy David che, in modo sincero e schietto, si chiede cosa sia la filosofia e ne trae conclusioni tristemente rortyane.
Comprendere La nascita della tragedia. E’ un testo – tra i primi di Nietzsche – che sfugge continuamente al mio ... Continua a leggere...
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Morale provvisoria per un futuro incerto