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La bussola anticattolica

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Ho visto La bussola d’oro. Per due motivi:

  • Tutto ciò che viene criticato dalla Chiesa, oggigiorno ha un motivo in più per essere visto, letto, conosciuto.
  • La divina Nicole. Prima o poi ci scriverò qualcosa su questa che – al di là dei gossip hollywoodiani – per me è la più grande attrice del nostro tempo.


Nikole Kidman, nei panni della cattiva Mrs. Coulter

Il film è tratto dal primo omonimo libro della trilogia di Philip Pullmann Queste oscure materie, addirittura messa all’indice in Texas (nota terra di libertà e tolleranza :-P ) e Canada. Lo stesso film è stato osteggiato e quasi boicottato da cattolici fondamentalisti, ed anche gli atei (per l’opposto motivo) si fanno sentire.

Non sono così informato su queste vicende di censura e, soprattutto, non ho letto il libro. Anche chi vedrà il film, comunque, si farà due risate, perché i gruppi ecclesiastici non stanno facendo altro che confermare il proprio ruolo: quello del Magistero.

Quest’ultimo, nel film, è un organo di potere che dice alla gente ciò che deve fare. Tra i suoi obiettivi, c’è quello di far sparire ogni traccia – dalla mente degli uomini – della Polvere. La Polvere – almeno questo mi è sembrato di intuire – è ciò che ha creato il mondo (anzi, tutti gli infiniti mondi paralleli possibili), ciò che muove ogni cosa, è l’anima stessa dell’universo, è la conoscenza e, quindi, il peccato originale. Una spiegazione del Mondo, di Dio e dell’Anima – questa della Polvere – davvero affascinante, coinvolgente e soprattutto immanentistica. Va da sé che i cattolici si siano tutti infervorati.


Lyra in sella all'orso corazzato

Altrettanto affascinante – anzi, senz’altro di più per i bambini…ma non solo :-D – è la faccenda dei Daimon. Ogni essere umano ha, sempre accanto a sé, un animale-guida. Di più: il Daimon è un continuo stream of consciousness oggettivato, visibile. E’ la propria anima. Con il proprio animale – diverso ed unico per ogni uomo – si trattiene un continuo contatto, che sia fisico o mentale. Gli si parla, ci si confida, si rivelano le proprie paure – anche se più spesso è proprio il Daimon a rivelare timori ed angosce. E’ la migliore e fantastica alternativa all’inconscio. Il Daimon rappresenta la continua pacificazione della coscienza individuale.


Lyra ed il suo Daimon

Detto questo, possiamo benissimo spiegarci il processo dell’Intercisione. Il Magistero compie questo terribile esperimento sui bambini, che consiste nel separarli dal proprio Daimon. Ciò che si ottiene sono bambini senz’anima, senza coscienza, totalmente indifesi, malati, innoqui. L’enorme dolore fisico e mentale della spersonalizzazione come unico sistema contro la naturale curiosità, voglia di conoscenza, libertà dello spirito (come quella di Lord Asriel, che sta per scoprire il segreto della Polvere e l’esistenza di infiniti mondi paralleli).

Bambini pronti per l'intercisione
Bambini pronti per l’intercisione

Altra chicca, l’Aletiometro. Da aletheia, che in greco vuol dire verità, questo aggeggio permette a chi è degno di poter porre qualsiasi domanda e di trovare sempre una risposta vera. L’Aletiometro è proprio la bussola d’oro che dà il titolo al film, il quale sembra quindi un “viaggio verso la verità”, verso la conoscenza, verso il mistero del mondo: ancora la Polvere.


L'Aletiometro

Insomma, in pentola c’è tutto ciò che può giustificare l’ostilità cattolica al libro e al film: verità, libertà, conoscenza, (auto)coscienza. Portate i bambini al cinema, questo Natale! ;-)

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Il bacio e la violenza

la_sconosciuta

Chi ha visto Saturno Contro, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, probabilmente sa già di cosa parlerò. No, non si tratta del film, ma di una sua scena in particolare, la più “scabrosa”: il bacio tra i due personaggi principali, Davide e Lorenzo, rispettivamente interpretati da Pierfrancesco Favino e Luca Argentero.

Come scritto su Wikipedia, il film è stato riconosciuto d’interesse culturale nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Probabilmente a ragione, perché Saturno Contro tocca dei temi particolari: omosessualità, amore, morte, dolore. Se, certamente, non sono temi nuovi nella storia del cinema, la qualità di questa pellicola è quella di averli mostrati sotto una formula “pacata” ed il più possibile vicina e rappresentabile per la quotidianità delle nostre borghesi ed italiane vite.

Insomma, tutto mi sarei aspettato, tranne ciò a cui ho dovuto assistere ieri sera al cinema

Davide e Lorenzo sono sdraiati a letto, si guardano teneramente, giocano a schivarsi i baci come due fidanzati. Poi Davide si adagia sopra Lorenzo e (pensate un po’) lo bacia!

Il bacio incriminato

Un grande e stupito coro di “aaahhhh” “eeeeehhhhh!!!” “iiiiiiiihhhhhh!!!” “ooooohhhh!!!” “uuuuuuuhhhhhh!!!” si alza davanti, dietro ed accanto a me. Con tanto di finale “che schifo!!!” da parte di un non identificato spettatore o spettatrice.

Apro una parentesi su un altro bellissimo film, pluripremiato al recente David di Donatello: La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore. Qui lo spregevole Muffa (Michele Placido) sfrutta la Sconosciuta (una magnifica Ksenia Rappoport).

La tortura e la violenta, la fa torturare e la fa violentare ripetutamente da clienti. La fa ingravidare nove volte, per poi strapparle il figlio ancora sporco, non appena uscito dall’utero, senza neanche farle dare uno sguardo. La Sconosciuta è un corpo-macchina per fabbricare altri piccoli corpi-macchine che saranno venduti nel mercato dei bambini.

Scena da La sconosciuta

Queste orribili scene si vedono tutte, nel film di Tornatore; e indovinate? Neanche un “che schifo”, neanche un sospiro, si è sentito alle mie spalle al cinema.

Per l’italiano medio, un bacio tra due uomini è peggio, molto peggio, di una terribile violenza. Per l’italiano medio – questo perverso santo, poeta e navigatore – è più rappresentabile uno stupro, magari una violenza su minore, che un sano rapporto omosessuale. Il sogno nascosto dell’italiano medio maschio è di avere due lesbiche a letto che si leccano a vicenda per la gioia dei suoi occhi, ma non appena vede Davide e Lorenzo baciarsi, inorridisce.

A me l’italiano medio fa schifo.

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