Giorni fa, la notizia: “Scrivi poesie quindi sei gay”, giovane mafioso stuprato in carcere a Catania.
Se c’è qualcosa che, per potenza, può superare la brutalità mafiosa, questa è solo la bellezza. La bellezza è l’antipode dell’acido, della bomba, delle intimidazioni, del pizzo, forse anche del potere. Chi coltiva in sé la bellezza è sulla buona strada per una vita felice e libera.
Non conosco la storia di questo picciotto-poeta dai modi effeminati, né il contenuto delle sue poesie. Certo, però, è che la mafia ha subito arginato il problema, inferendo al giovane un perverso contrappasso: sei un sodomita? E noi ti sodomizziamo.
Il problema non è l’omosessualità in quanto tale, ma l’omosessualità vissuta liberamente. Una spiegazione parziale dell’accaduto sarebbe questa: il ragazzo gay è stato simbolicamente e carnalmente soppresso in quanto ritenuto più debole. A questo bisogna aggiungere, però, il rigetto – sintomo di paura – della bellezza. Bellezza della poesia, bellezza ... Continua a leggere...
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Meno Scuole Superiori, più Università Inferiori
C’è chi, come Umberto Eco (mi sembra ne parli anche qui), lo intuì tanti anni fa, quando ancora la Moratti poteva essere solo il personaggio nell’incubo di uno psicopatico, non certo ministro dell’istruzione. Che cosa? Che l’università di oggi è un’università di massa, o anche detta “per tutti”.
Io della massificazione ne penso il peggio possibile, anche perché (ricopio da un mio vecchio articolo su Megaron) è curioso osservare un movimento di opposizione. Più le università aprono i loro portoni e permettono a chicchessia di conseguire l’agognato pezzo di carta, più lo studente serio (quello che studia ore e ore al giorno, per intenderci) cerca e sogna “altri lidi” per la propria istruzione. Più la laurea diventa un traguardo possibile per tutti, più l’offerta didattica è scadente. È un dato di fatto. Ovviamente, la bassa qualità dello studio porterà all’annullamento totale del diritto allo studio. Se l’università statale non garantirà più un ... Continua a leggere...Posted in die Phänomenologie Also tagged azione, Italia, laurea, Scuola Superiore di Catania, studenti, studio, università 2 Comments
Sant’Agata: rito e schifo
Sant’Agata è la patrona della città di Catania. Dal 3 al 6 febbraio è la sua festa.
La santuzza sta in chiesa tutto l’anno, nella Cattedrale che porta il suo nome e che è il duomo di Catania. Il 4 febbraio, dopo la messa dell’aurora, succede una cosa: la chiesa cede Agata al popolo catanese devoto. Più che come un regalo, questo gesto è da interpretarsi come dovuto, come una restituzione. I catanesi devoti non è che “accolgono” le reliquie che gentilmente sono a loro “donate” per due giorni. I catanesi se le prendono. “Agata è dei devoti” : una frase, quest’ultima, che il catanese conosce bene.
Questo, sommariamente descritto, è l’atto di scristianizzazione che dà il via alla festa. La festa assume i suoi connotati pagani ed Agata diviene la vera divinità del popolo catanese. La martire è venerata, invocata con urla, pregata. A lei sono dedicate le prove di forza, ... Continua a leggere...
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Filosofia in persona
Questa che segue è mera pubblicità. Un gesto irrisorio che non potrà mai ricambiare quanto il Prof. Giuseppe Raciti m'ha dato, durante l'ultimo Caffè Filosofico, e continuerà a darmi.
Immagine principale del sito di Giuseppe Raciti.
Forse un dipinto di Malevic? Ma non c'è da fidarsi delle mie conoscenze artistiche.
Forse perché mi sento indegno ed incapace di spiccicare una sola parola su quell'incontro, o forse perché in questo periodo ho troppe cose per la testa (io, che quando ho troppe cose per la testa solitamente sono nel mio momento migliore), non faccio commenti, né osservazioni. Almeno non per ora.
platonismo Il naso, un tempo sicuro anticipatore del membrum, diventa con Proust l'organo svagato della ricognizione mnestica - una protesi platonica.





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