Contro la legge 133 e il decreto Gelmini, alla faccia di quei rettori-presidi-docenti che non vogliono esporsi rimanendo in un moderatismo asfissiante, dando una lezione di civiltà ad oscuri personaggi come Cossiga, in colpevole ritardo ma meglio tardi che mai: il movimento studentesco è a tutti gli effetti attivo anche a Catania.
Si organizzano assemblee permanenti in molte Facoltà, cortei pacifici ed uno sciopero generale che si prevede numerosissimo per il 30 ottobre.
Venerdì mattina scorso, Mauro Corsaro, docente di storia greca di fama nazionale, ha parlato all’assemblea degli studenti. Giovedì era stato Fulvio Tessitore, che per caso si trovava a Catania. Entrambi hanno appoggiato in pieno le nostre proteste.
Verso l’ora di pranzo del venerdì, è partito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia un corteo semi-autorizzato, allegro e ordinatissimo. Giunti a Scienze Politiche, altri studenti si sono uniti. Ci siamo fermati alle Ciminiere, dove erano presenti ministri e cariche politiche per un ... Continua a leggere...Tag Archives: Catania
Anche a Catania si fa Movimento
Contro la legge 133 e il decreto Gelmini, alla faccia di quei rettori-presidi-docenti che non vogliono esporsi rimanendo in un moderatismo asfissiante, dando una lezione di civiltà ad oscuri personaggi come Cossiga, in colpevole ritardo ma meglio tardi che mai: il movimento studentesco è a tutti gli effetti attivo anche a Catania.
Si organizzano assemblee permanenti in molte Facoltà, cortei pacifici ed uno sciopero generale che si prevede numerosissimo per il 30 ottobre.
Venerdì mattina scorso, Mauro Corsaro, docente di storia greca di fama nazionale, ha parlato all’assemblea degli studenti. Giovedì era stato Fulvio Tessitore, che per caso si trovava a Catania. Entrambi hanno appoggiato in pieno le nostre proteste.
Verso l’ora di pranzo del venerdì, è partito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia un corteo semi-autorizzato, allegro e ordinatissimo. Giunti a Scienze Politiche, altri studenti si sono uniti. Ci siamo fermati alle Ciminiere, dove erano presenti ministri e cariche politiche per un ... Continua a leggere...Posted in de brevitate Also tagged azione, casa, Italia, legge 133, movimento studentesco, sciopero, scuola, Sitosophia, studenti, università, video 1 Comment
Sunto di una giornata di proteste
Sunto della giornata. Assemblea permanente alla Facoltà di Lettere e Filosofia contro la riforma Gelmini: di mattina qualche presenza, di pomeriggio quattro gatti. Penso che Cossiga dovrà morire, prima o poi. Rispondo su un forum al mio Preside, che non vuole esporsi e si arrabbia se qualcuno – per questo – lo critica. Domani si continua con la protesta: di mattina è previsto addirittura l’arrivo della Gelmini a Catania… che magnifica coincidenza; di pomeriggio, sempre ai Benedettini, assemblea cittadina.
Ritardatarietà e Università
Una premessa è necessaria: sono naturalmente d’accordo con ogni manifestazione pacifica contro la cosiddetta “riforma Gelmini”. Venerdì, qui a Catania, saremo tutti all’assemblea cittadina convocata dalla Facoltà di Lingue. Io ci sarò, certo. Qui, però, mi permetto di criticare un atteggiamento insopportabile e molto italiano: la ritardatarietà1.
L’attività preferita da chi fa opposizione – in Parlamento come nelle piazze, a casa propria come al bar – è quella di farsi sentire solo ed esclusivamente dopo che il danno è stato fatto. È quasi una sorta di comandamento rispettato da tutti: politici e sindacalisti, dipendenti e dirigenti, stampa e tutti gli organi di informazione più seguiti. Con l’unico risultato che ci si riduce sempre a tappare i buchi quando la barca è già allagata.
Potrei andare avanti con una serie infinita di casi in cui tale regola è stata seguita – le morti bianche, ad esempio – ma mi limiterò all’ultimo: il problema ... Continua a leggere...
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Catania come Casal di Principe
Leandro, per 095, scrive la sua (ma non solo) agghiacciante previsione sul futuro di Catania e Librino. L’incubo delineato rischia di avverarsi sotto i nostri occhi senza che nessuno batta ciglio. Finché non vi saranno i morti, certo. Finché non arrivera il Saviano nostrano, magari proprio un ragazzo serio ed esperto del “problema” come Leandro. Finché il Palazzo di cemento di viale Moncada non diverrà set di un film da Leone d’oro. Allora, solo allora, tutti si riempiranno la bocca di belle parole che a noi suoneranno come un insulto, o come una beffa. Io sono così combattuto… tra la voglia di fare qualcosa per la mia città (per questa ed altre problematiche) e la voglia di scappare.





Lezioni in piazza, la 137 passa