Tag Archives: blog

Giofilo, un Blogger Borderline

Questo è un blog. No, dico, voi pochi che mi leggete lo sapevate?

Io stesso, a volte, fatico a pensare Giofilo.it come un blog. Questo spazio non possiede le caratteristiche fondamentali che sembrano distinguere molti blog in giro per la rete. Facco qualche esempio:

  • Non scrivo spesso. Al massimo cinque o sei articoli al mese.
  • Non parlo di web, blogging, webdesign o altre cose del genere.
  • Non parlo solo di un argomento: il mio non è certo un blog specializzato o monotematico.
  • Conseguentemente, non scrivo in un linguaggio sempre coerente, sia esso tecnico, filosofico, scientifico, poetico, letterario o giornalistico.
  • Non parlo dei miei fatti. Non voglio parlarne e non credo interessino ad alcuno.
  • Non ho un blog autoreferenziale, non mi interesso di classifiche et similia.

Ciò non vuol dire che io disdegni tutti i blog che possiedono le sopramenzionate caratteristiche, anzi! Mi piacerebbe scrivere di più e, soprattutto, decidere un argomento di cui trattare e da portare avanti fino in fondo. Mi interesso spesso di webdesign e leggo i blog che ne parlano. Mi piace leggere fatti, esperienze ed emozioni altrui, ma solo quando la loro forma li rende davvero gradevoli.

To blog or not to blog?

To blog or not to blog?

Il sottotitolo di Giofilo.it è tristissimo: un blog di solite cose, dette in altri modi. Eppure, dopo quasi due anni on-line, è quello che meglio lo descrive. Scrivo di ciò che mi circonda e, dato che non ho una vita incredibile, quel che circonda me è quel che circonda tutti: solite cose. Provo a scriverne secondo il mio punto di vista, senza condizionamenti di alcun tipo, in libertà e coscienza, utilizzando quel pizzico di ermeneutica filosofica che possiedo: cose dette in altri modi.

[Update del 09/09/08: ho cambiato il sottotitolo del blog, quello nuovo è stato suggerito da Azalais]

In questo blog non si disdegna la riflessione antropologica, né quella politica, né quella demenziale; si intraprendono percorsi teatrali, poetici, letterari solo per interromperli; si riflette sulla storia e sui suoi protagonisti in modo (più o meno) inedito. Qui si crea, non si commenta.

Pur essendo soddisfatto della qualità dei post, credevo che la mia incostanza nello scrivere non aiutasse il blogging. Tuttavia, c’è chi ha voluto smentirmi. Webgarden, blog diretto dal conterraneo Mushin (lui sì, è esperto di dinamiche del web e del blogging), mi cita tra gli esponenti della Generazione Borderline con queste parole:

GIOVANNI POLIMENI

Classe 1985, catanese. Un intellettuale della rete, ma forse sarebbe meglio definirlo un pensatore. La cosa che salta subito all’occhio è l’atipicità (rispetto a quello che la rete ci ha abituati a vedere) del suo background Umanistico-Filosofico. Blogger che non disdegna il webdesign, scrive anche per Megaron e Sitosophia (che ha contribuito a fondare). Particolarmente consigliato come autore-editorialista per testate che pubblicano sul web ma anche per blogging di contenuti d’attualità politica, socio-culturali, antropologici e comunicazione sociale.

Anche se ho scritto pochissimo su Megaron (mea culpa) ed anche se di Borderline – finora – potevo al massimo ritenere di avere la personalità, ammetto che le parole di Mushin mi inorgogliscono non poco. Gli articoli sulla Generation B, che io voglio considerare come un premio per la tenacia con cui certi blogger riescono a proporre contenuti di interesse e non solo web-gossip, mi stimolano a continuare a scrivere. E non è decisamente poco!

Posted in der Einzige | Also tagged | 5 Comments

Nuntio Vobis Gaudium Minimum

To blog or not to blog?

To blog or not to blog?Dopo mesi di volontario silenzio, questo piccolo blog riapre i battenti. Purtroppo per voi, si intende.

Le convergenze che hanno portato a questa scellerata decisione sono così riassumibili:

  • Senso di frustrazione nel vedere quell’ultimo post che ho scritto sempre in prima pagina.
  • Voglia di sbraitare pubblicamente su certe vicende italiote.
  • Voglia di scrivere:
    • Scrivere di filosofia.
    • Scrivere di me, delle scelte che a breve dovrò compiere (si, è egocentrico, come lo è ogni blog).
    • Scrivere in maniera concisa e diretta.
  • Voglia di confronto. Però di quel “confronto dittatoriale” (perché alla fine il post è mio, il blog è mio e faccio quello che voglio io) che solo un blog permette.

Ci sono un paio di cose essenziali, però, su cui – prima di ricominciare – devo aggiornare l’intera rete:

  • Sono nuovamente dimagrito e stressato. Il che inciderà non poco nella scrittura.
  • Ho buttato ogni residuo di software Microsoft passando a Linux, precisamente con Ubuntu.
  • Mi sto avvicinando al Pastafarianesimo.
  • In quest’ultimo periodo, credo che il peso in grammi dei libri che ho letto superi quello del cibo che ho mangiato (e il primo punto della lista non deve farvi pensare che io mangi poco).
  • Il mio rapporto con Friedrich Nietzsche è in bilico tra l’amore eterno e l’odio reciproco.

Da ciò che ho scritto potrete dedurre che:

  • Non è possibile escludere eventuali altri futuri blocchi del blog.
  • No, non mi sono ancora laureato.
Posted in der Einzige | Also tagged , | 7 Comments

Io sì che sono un blogger pensante

Mi promisi di non scrivere nulla, prima d’aver conseguito la mia ultima materia universitaria.

Tuttavia, faccio volentieri un’eccezione per il Thinking Blogger Awards.

Award

Sono stato gentilmente nominato (che fa tanto reality show) da Antonio LdF per questa iniziativa che mira a far conoscere i blog più impegnati e pensanti. Solitamente, a quanto ho capito, questi Awards servono a far conoscere i blog tramite lo scambio di link. La differenza, qui, è che si vogliono premiare i contenuti e non il design o la “popolarità”. Quest’ultima, infatti, spesso non va di pari passo con la qualità della scrittura.

Le regole per potere partecipare (e quindi vincere) a questo meme sono semplici:

  1. Se e solo se il tuo blog viene segnalato da un altro blogger per partecipare, scrivi a tua volta un post in cui indichi 5 blog che ti fanno pensare.
  2. In questo post, inserisci un link al post dell’ideatore dell’iniziativa.
  3. Se vuoi, esponi orgogliosamente il logo del Thinking blogger Award con un link al tuo post.

Per non perdere la conquistata dignità al premio e rispettare le regole, indico ora i 5 blogger-pensatori che, tra quelli che conosco e che non sono stati segnalati (mi pare), preferisco:

Ed anche questa è fatta.

Ora scusate ma torno al Decameron, che con le sue cornici non lascia spazio per nient’altro.

Posted in der Einzige | Also tagged , | 12 Comments

Confusione

È un periodo – questo – in bilico tra frenetici impegni, studi, ripensamenti, letture, timori, ricerca di equilibri.

Pian piano scopro di essere fondamentalmente lento e limitato. Non faccio altro che cercare nuovi stimoli, interessarmi a nuovi argomenti, intraprendere iniziative. Per poi scoprire, mio malgrado, di non riuscire a far bene più di una cosa alla volta.

Non riesco, contemporaneamente, a:

  • Buttare giù una seria riflessione sul magnifico Caffè Filosofico che ha visto protagonista il Prof. Giuseppe Raciti.
  • Scrivere su questo blog. Eppure ne vorrei raccontare di cose. Ad esempio, mi piacerebbe parlare del recente sciopero dei camionisti, il cui dato più triste è la nostra totale dipendenza dall’oro nero.
  • Rispondere (rispondere decentemente, intendo) al buon Tommy David che, in modo sincero e schietto, si chiede cosa sia la filosofia e ne trae conclusioni tristemente rortyane.
  • Comprendere La nascita della tragedia. E’ un testo – tra i primi di Nietzsche – che sfugge continuamente al mio controllo. Per quanto lo possa leggere (sono alla terza o quarta rilettura) non mi sento mai pronto a poterne scrivere – o semplicemente pensare – qualcosa per la mia tesi.
  • Immergermi nello studio della Letteratura Italiana, questa sconosciuta, difficile e splendida ultima materia che m’è rimasta.
  • Leggere.
  • Dormire.
  • Varie ed eventuali. Che ci stanno sempre.

E pensando a come gestire questa mole di buoni propositi e doveri, rimango come inebetito, bloccato, incapace di muovere il pensiero.

Forse dovrei darmi una calmata. Dovrei essere più umile, concentrarmi su una cosa alla volta. Disimpegnarmi.

Che da questo caos possa nascere una stella danzante? Non credo proprio. Al massimo, una stella confusa.

Posted in der Einzige | Also tagged , , , , , , , , | 6 Comments

Natura, cultura ed ambiente per il Blog Action Day

Vengo a sapere che oggi è stato il Blog Action Day, un’iniziativa che spinge i blogger di tutto il pianeta a scrivere in questa giornata un post sul proprio sito personale che abbia come argomento principale o secondario l’ambiente. Ecco cosa c’è scritto sul sito dell’iniziativa:

Gli articoli non debbono necessariamente trattare le tematiche ambientali in un modo particolare, quello che si chiede è che siano collegati alla problematica ambientale nel modo che più è consono al blogger ed ai suoi lettori abituali.

E siccome in questo blog io amo scrivere di “solite cose, dette in altri modi” e siccome ancora per qualche minuto è il 15 di ottobre, mi unisco volentieri ai migliaia di blogger partecipanti.

Ho già citato l’incipit di Su verità e menzogna in senso extramorale, ma lo rifaccio volentieri a dimostrazione della grandezza di Nietzsche:

In un angolo remoto dell’universo scintillante, diffuso in innumerevoli sistemi solari, c’era una volta un astro sul quale animali intelligenti inventarono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della “storia universale”; ma fu solo un minuto. Dopo pochi respiri della natura l’astro s’irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire.

Quei pochi respiri sono per noi i secoli, i millenni in cui noi trascorriamo (non sono certo loro, i millenni, a trascorrere). Credo fermamente che questa vita, questa terra, sia l’unica che abbiamo, ma purtroppo non ne consegue il dovere di prendercene cura. L’uomo è l’unico animale dotato di ragione; questo vuol dire che è l’unico che possa domandarsi “perché esisto?”, “da dove vengo?” ed altre incredibili questioni. Ma c’è l’altra faccia della medaglia e l’uomo pensa: se non sono io ad aver deciso di essere “gettato nel mondo”, perché mai di questo mondo dovrei averne cura?

L’uomo ritiene, poiché pensa, di poter scindere la sua esistenza da quella del mondo. Pensiamo a Cartesio: Cogito ergo sum, lui diceva, ma lo diceva dopo aver messo tra parentesi il mondo, dopo averne dubitato. Le tesi copernicane sull’universo potevano (e non l’hanno fatto, non del tutto) mettere fine all’antropocentrismo, cioè la tracotanza dell’uomo di sentirsi il centro, il padrone del cielo e della terra. Un secolo dopo Copernico, Cartesio (che pure sposava quelle tesi) diviene il padre (o il re-inventore) dell’antropocentrismo.

Se io sono – sum – non è perché penso – cogito – ma perché respiro. E’ impossibile (magari lo era nel ’600, non oggi) dubitare dell’esistenza di questo mondo ed illudersi di essere, di rimanere vivi. E’ forse questo (anche questo) la conclusione che si può trarre dalle parole cattive di Nietzsche. Quel “minuto menzognero”, però, potrebbe ancora divenire veritiero; per quanto la verità sia inafferrabile ed inesistente, una certezza la si comincia a cogliere, nostro malgrado: siamo corpo in tutto e per tutto (ancora Nietzsche) e questo corpo è un tutt’uno con l’ambiente che lo circonda.

Non illudiamoci con sentimenti ecologici puri e disinteressati (per quanto io li stimi molto e ne condivida molti principi). Convincere quella piccola parte del mondo che consuma ed inquina a prendersi cura della propria casa, del proprio ambiente, cambiare e far tornare alle origini lo stesso concetto di eco-nomia: sono imprese impossibili. Non sarebbe di minimo aiuto neanche ricorrere all’argomento forte: l’estinzione dell’essere umano per come oggi lo conosciamo; perché si sa, l’uomo vive in un eterno presente senza significato e ciò che gli può interessare è quel che può capitare a lui ed ai suoi figli, non di più.

Un modo per rispettare il vincolo biologico tra uomo e ambiente potrebbe essere l’obbligo definito dalla legge, l’educazione ambientale fin da piccoli, insomma, imporre dolcemente questo obbligo morale all’interno della società civile. Ma oggi lo stesso Potere se ne infischia di questi temi, anzi, è il primo degli indifferenti.

Soluzioni? Di realmente realizzabili oggi non ne vedo. Ce ne sarebbe una, anche più di una, ma sono utopie: tornare ad “essere fedeli alla terra” (sempre Nietzsche), comprendere che “l’ uomo è certo l’essere che ha mondo, ma lo ha solo a condizione comunque di un ambiente, di una Umwelt e non solo della Welt” (Mazzarella, Vie d’Uscita). Forse un modo per riconciliare natura e cultura nell’essere umano è costruire una cultura della natura, cioè educare al rispetto incondizionato ed alla comprensione dell’ambiente; al fine di risalire alla natura della cultura, cioè ri-trovare la radice della nostra esistenza.

P.s.: ma sono sempre convinto che moriremo tutti molto prima che il sole si spenga…e che pochi potenti riusciranno a salvarsi dalla fine del mondo partendo su uno shuttle alla conquista di Marte!

Posted in die Phänomenologie, er mejo | Also tagged , , , , , , , , , , , , , | 5 Comments