
Dopo mesi di volontario silenzio, questo piccolo blog riapre i battenti. Purtroppo per voi, si intende.
Le convergenze che hanno portato a questa scellerata decisione sono così riassumibili:
- Senso di frustrazione nel vedere quell’ultimo post che ho scritto sempre in prima pagina.
- Voglia di sbraitare pubblicamente su certe vicende italiote.
- Voglia di scrivere:
- Scrivere di filosofia.
- Scrivere di me, delle scelte che a breve dovrò compiere (si, è egocentrico, come lo è ogni blog).
- Scrivere in maniera concisa e diretta.
- Voglia di confronto. Però di quel “confronto dittatoriale” (perché alla fine il post è mio, il blog è mio e faccio quello che voglio io) che solo un blog permette.
Ci sono un paio di cose essenziali, però, su cui – prima di ricominciare – devo aggiornare l’intera rete:
- Sono nuovamente dimagrito e stressato. Il che inciderà non poco nella scrittura.
- Ho buttato ogni residuo di software Microsoft passando a Linux, precisamente con Ubuntu.
- Mi sto avvicinando al Pastafarianesimo.
- In quest’ultimo periodo, credo che il peso in grammi dei libri che ho letto superi quello del cibo che ho mangiato (e il primo punto della lista non deve farvi pensare che io mangi poco).
- Il mio rapporto con Friedrich Nietzsche è in bilico tra l’amore eterno e l’odio reciproco.
Da ciò che ho scritto potrete dedurre che:
- Non è possibile escludere eventuali altri futuri blocchi del blog.
- No, non mi sono ancora laureato.






Giofilo, un Blogger Borderline
Questo è un blog. No, dico, voi pochi che mi leggete lo sapevate?
Io stesso, a volte, fatico a pensare Giofilo.it come un blog. Questo spazio non possiede le caratteristiche fondamentali che sembrano distinguere molti blog in giro per la rete. Facco qualche esempio:
Ciò non vuol dire che io disdegni tutti i blog che possiedono le sopramenzionate caratteristiche, anzi! Mi piacerebbe scrivere di più e, soprattutto, decidere un argomento di cui trattare e da portare avanti fino in fondo. Mi interesso spesso di webdesign e leggo i blog che ne parlano. Mi piace leggere fatti, esperienze ed emozioni altrui, ma solo quando la loro forma li rende davvero gradevoli.
To blog or not to blog?
Il sottotitolo di Giofilo.it è tristissimo: un blog di solite cose, dette in altri modi. Eppure, dopo quasi due anni on-line, è quello che meglio lo descrive. Scrivo di ciò che mi circonda e, dato che non ho una vita incredibile, quel che circonda me è quel che circonda tutti: solite cose. Provo a scriverne secondo il mio punto di vista, senza condizionamenti di alcun tipo, in libertà e coscienza, utilizzando quel pizzico di ermeneutica filosofica che possiedo: cose dette in altri modi.
[Update del 09/09/08: ho cambiato il sottotitolo del blog, quello nuovo è stato suggerito da Azalais]
In questo blog non si disdegna la riflessione antropologica, né quella politica, né quella demenziale; si intraprendono percorsi teatrali, poetici, letterari solo per interromperli; si riflette sulla storia e sui suoi protagonisti in modo (più o meno) inedito. Qui si crea, non si commenta.
Pur essendo soddisfatto della qualità dei post, credevo che la mia incostanza nello scrivere non aiutasse il blogging. Tuttavia, c’è chi ha voluto smentirmi. Webgarden, blog diretto dal conterraneo Mushin (lui sì, è esperto di dinamiche del web e del blogging), mi cita tra gli esponenti della Generazione Borderline con queste parole:
Anche se ho scritto pochissimo su Megaron (mea culpa) ed anche se di Borderline – finora – potevo al massimo ritenere di avere la personalità, ammetto che le parole di Mushin mi inorgogliscono non poco. Gli articoli sulla Generation B, che io voglio considerare come un premio per la tenacia con cui certi blogger riescono a proporre contenuti di interesse e non solo web-gossip, mi stimolano a continuare a scrivere. E non è decisamente poco!