Tag Archives: Alberto G. Biuso

Ibridando libri

La lettura incrociata di Post-human e Crash, giunta quasi al termine, si sta rivelando gustosa ed azzeccata. Questi due testi mi capitano davanti ormai da tre anni, ossia da quando Alberto Giovanni Biuso e Giuseppe Raciti – i due migliori docenti della mia facoltà – me li hanno fatti conoscere. Post-human è uno dei testi fondamentali, sempre presente (se non in programma, sottintendendolo durante le lezioni) nei corsi di Filosofia della mente di Biuso. Il libro di James G. Ballard, invece, lo sentii citato per la prima volta durante un (im)memorabile Caffè filosofico con Raciti, il quale ha addirittura intervistato il grande autore. Studio l’enciclopedia (perché questo è Post-human) di Roberto Marchesini di giorno e leggo Crash di notte. Ne conseguono inevitabili riflessioni sul postumano. Ne butto giù una: il postumanesimo è una questione di scenari, prima ancora che di possibilità tecnica di dar vita ad essi. È un mondo di ... Continua a leggere...

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Biuso.eu

Questa, per ora, è la mia ultima nuova in fatto di web. Quasi un mese fa, ho disegnato il nuovo sito di Alberto Giovanni Biuso, docente di Filosofia della mente all’Università di Catania. Le sezioni sono rimaste identiche al precedente ed anche la grafica è molto simile, ma con qualche migliorìa. La novità importante è il passaggio da un sito web statico (creato con il pessimo FrontPage) ad uno dinamico con Wordpress. Per chi ha conosciuto il vecchio sito: finalmente, il Libro del mese ha un suo blog. Ciò vuol dire che le recensioni saranno tutte sempre disponibili e commentabili.
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Memoria e oblio dell’olocausto

arbeit_freiSu Girodivite c’è una rubrica interessantissima chiamata L’ombra d’Argo in cui Biuso lancia notizie, messaggi, segnali, provocazioni e riflessioni. L’ultimo articolo si chiama Vietare e tacere, tacere e vietare e, trattando della questione dell’antisionismo ed antisemitismo, parla della “introduzione dello psicoreato nei sistemi democratici”. Dall’articolo è venuta fuori un’interessante discussione, di cui riporto un mio messaggio in particolare. Parla della necessità di dimenticare e vuole essere un avvertimento a non prendere troppo alla leggera la memoria dell’olocausto. Un ricordo del genere (e i ricordi sono spesso tutto ciò che abbiamo), impost in un modo tanto “violento” può gravemente nuocere alla salute psicofisica dell’uomo. Io non conosco la Storia e non l’ho studiata come si deve, tuttavia sento di farne parte; ed in quanto parte della storia, cerco di vivere il clima del presente. Ecco cosa, brevemente e banalmente, secondo me sta succedendo: il monito di Primo Levi: “non dimenticate”, ridotto ad una specie ... Continua a leggere...

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