Quotes

Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui! / Eran rivali, eran di fé diversi, / e si sentian degli aspri colpi iniqui / per tutta la persona anco dolersi; / e pur per selve oscure e calli obliqui / insieme van senza sospetto aversi. / Da quattro sproni il destrier punto arriva / ove una strada in due si dipartiva. — Ariosto, Orlando Furioso (Canto I, 22° ottava)

Quale malattia ha una prognosi più certa e ineluttabile della vita stessa? Ogni mattina una persona dovrebbe dire ai suoi amici più cari: “Mi rammarico per la tua morte irrevocabile” [...]; non era forse proprio l’omissione universale di questo minimo gesto di simpatia e di comprensione a fornire il modello per l’innata riluttanza a discutere apertamente dei propri sogni? — James G. Ballard, Il mondo sommerso

Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E’ tempo. Tempo che passa. E basta. [...] il mare chiama. Lo scoprirai, Elisewin. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole — Alessandro Baricco, Oceano mare

La vita può essere sempre un vivere-per-la-morte, ma in una società liquido-moderna vivere-per-la-discarica può essere una prospettiva e una preoccupazione più immediata — Zygmunt Bauman, Vita liquida

La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini. — Jorge Luis Borges, L’immortale

gli specchi e la copula sono abominevoli, poiché moltiplicano il numero degli uomini. — Jorge Luis Borges, Tlön, Uqbar, Orbis Tertius

ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umilazione una penitenza, ogni successo una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio. — Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem

nei linguaggi umani non c’è proposizione che non implichi l’universo intero; dire la tigre è dire le tigri che la generarono, i cervi e le testuggini che divorò, il pascolo di cui si alimentarono i cervi, la terra che fu madre del pascolo, il cielo che dette luce alla terra. — Jorge Luis Borges, La scrittura del dio

Ogni cosa (il cristallo dello specchio, ad esempio) era infinite cose, perché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’universo. Vidi il popoloso mare, [...] vidi un’argentea ragnatela al centro d’una nera piramide, [...] vidi tutti gli specchi del pianeta e nessuno mi rifletté, [...] vidi la mia stanza da letto vuota, [...] vidi in un gabinetto di Alkmaar un globo terracqueo posto fra due specchi che lo moltiplicano senza fine — Jorge Luis Borges, L’Aleph

What matters is still being here in / this kitchen with my small radio, this / rolled cigarette and / with a two-foot stack of fresh blue / laundry. — Charles Bukowski, Luck from a kitchen

Uno è vergine dell’Orrore come lo è della voluttà — Fernand Céline, Viaggio al termine della notte

Si potrebbe dire che all’enigma della Sfinge non ci sono risposte giuste. E ciò perché ogni risposta consente di vivere. Solo chi tace, soccombe. La morte è il non volere. La morte è il silenzio dell’interpretazione. — Domenico Corradini, Abissi. Meditazioni su Nietzsche

C’è una cosa che, proprio nel loro essere opposti, il sole di mezzanotte e quello del meriggio hanno in comune. Entrambi non proiettano ombre. E’ il segno che entrambi non appartengono al tempo, ma sono, nell’attimo, l’immagine dell’eternità. — Domenico Corradini, Abissi. Meditazioni su Nietzsche

Mentre che l’uno spirto questo disse, / l’altro piangea sì, che di pietade / io venni men così com’io morisse / e caddi come corpo morto cade. — Dante, Divina Commedia (Inferno, canto V, vv. 139-142)

Questi sciagurati, che mai non fur vivi, / erano ignudi, stimolati molto / da mosconi e da vespe ch’eran ivi. / Elle rigavan lor di sangue il volto, / che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi / da fastidiosi vermi era ricolto. — Dante, Divina Commedia (Inferno, canto III, vv. 64-69)

non c’è politica che dei corpi, sui corpi, attraverso i corpi. — Roberto Esposito, Bios

Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. — Galileo Galilei, Il Saggiatore

Le obiezioni formali (…) non hanno alcun peso nella comprensione delle cose e impediscono il progresso dell’indagine — Martin Heidegger, Essere e Tempo

In una parola, Queequeg, dissi, in modo piuttosto digressivo, l’inferno è un concetto nato la prima volta da un saccottino alla mela mal digerito e da allora perpetuato attraverso le dispepsie ereditarie alimentate dai ramadan. — Herman Melville, Moby Dick

non è il caso di sorprendersi troppo se certi balenieri si spingessero ancor oltre nelle loro superstizioni, sostenendo che Moby Dick non era soltanto ubiquo ma immortale (ché l’immortalità non è che ubiquità temporale) — Herman Melville, Moby Dick

Riconducete, come me, sulla terra la virtù che è volata via – si, riconducetela al corpo e alla vita: perché dia alla terra il suo senso, un senso umano! — Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

solo come fenomeni estetici l’esistenza e il mondo sono eternamente giustificati. — Friedrich Nietzsche, La nascita della tragedia

Allevare un animale, cui sia consentito far delle promesse – [...] non è questo il vero e proprio problema dell‘uomo? — Friedrich Nietzsche, Genealogia della morale

Qual’è l’uomo perfetto? – L’impegato statale. – Quale filosofia fornisce la più alta formula dell’impiegato statale? – Quella di Kant: l’impiegato statale come cosa in sé elevato a giudice sull’impiegato statale come fenomeno. — Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli idoli

Dalla scuola di guerra della vita. – Quel che non mi uccide, mi rende più forte — Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli idoli

Non è in nostro potere impedire d’essere nati: ma possiamo riparare a quest’errore – giacché talora è un errore. Quando ci si sopprime, si fa la cosa più degna di rispetto che esista: con ciò quasi si merita di vivere — Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli idoli

abbastanza spesso mi sono chiesto se la filosofia, in un calcolo complessivo, non sia stata fino a oggi principalmente una spiegazione del corpo e un fraintendimento del corpo. — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

l’uomo nobile, magnanimo, pronto al sacrificio, soggiace, in effetti, ai suoi istinti e nei suoi momenti migliori la sua ragione fa una pausa — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

sono indicibilmente più importanti i nomi dati alle cose di quel che esse sono — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

Se sapete che non esistono scopi, sapete anche che non esiste il caso: perché soltanto accanto ad un mondo di scopi la parola “caso” ha senso — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

La vita non è un argomento: tra le condizioni della vita ci potrebbe essere l’errore — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

L’egoismo è la legge prospettica della sensibilità, secondo la quale le cose più vicine appaiono grandi e pesanti: mentre in lontananza perdono, tutte, grandezza e peso — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

Chi si sa profondo, si sforza d’essere chiaro; chi vorrebbe sembrar profondo alla moltitudine, si sforza d’essere oscuro — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

I nostri pensieri sono le ombre delle nostre sensazioni – sempre più oscuri, più vuoti, più semplici di queste — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

Voglio imparare sempre i più a vedere il necessario nelle cose come fosse quel che v’è di bello in loro – così sarò uno di quelli che rendono belle le cose. Amor fati: sia questo d’ora innanzi il mio amore! — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

Costruite le vostre città sul Vesuvio! — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e ogni sospiro, e ogni cosa indicibilmente piccola e grande della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra gli alberi e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta – e tu con essa, granello di polvere! — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

C’è una differenza assai importante se un pensatore si pone personalmente in rapporto ai suoi problemi, sì da trovare in essi il suo destino, la sua miseria e anche la sua somma felicità, oppure se si colloca in un rapporto “impersonale”: vale a dire sa soltanto brancicarli e afferrarli con i tentacoli del suo freddo e curioso pensiero. In quest’ultimo caso, non ne verrà fuori nulla, possiamo esserne sicuri — Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

L’uomo è una corda, annodata tra l’animale e il superuomo – una corda tesa sopra l’abisso. — Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Amo colui la cui anima è stracolma, sicché dimentica se stesso, e tutte le cose sono in lui: così tutte le cose diventano la sua fine — Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

noi amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita ma perché siamo abituati all’amore — Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Dove c’è ancora popolo, esso non capisce lo Stato e lo odia come sguardo malvagio e peccato contro i costumi e i diritti — Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Io e Me siamo troppo presi a colloquiare: come si potrebbe sopportarlo se non ci fosse un amico? Sempre per l’eremita l’amico è il terzo: il terzo è il sughero che impedisce al colloquio dei due di sprofondare — Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Tu sei giovane e desideri per te figli e matrimonio. Ma io ti domando: sei tu un uomo a cui è lecito desiderare figli? — Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Solo alla fine della conoscenza di tutte le cose, l’uomo avrà conosciuto se stesso. Le cose infatti sono soltanto i limiti dell’uomo — Friedrich Nietzsche, Aurora

Siamo nella nostra rete, noi ragni, e qualunque cosa venga da noi imprigionata qua dentro, non la potremmo acchiappare se non in quanto è ciò che sia fa appunto prendere nella nostra rete — Friedrich Nietzsche, Aurora

basterebbe un solo uomo immortale sulla terra per infondere in tutti gli altri essei ancora esistenti, a cagione del fastidio che ne avrebbero, una collettiva frenesia di morire e d’impiccarsi! — Friedrich Nietzsche, Aurora

La libertà è la libertà di dire che due e due fanno quattro. — George Orwell, 1984

Astrarre significa estraniarsi. Non però da cose o persone, ma da se stessi. Astrarre significa allora farsi cose o persone; culmine dell’attenzione. — Giuseppe Raciti, giusepperaciti.eu

La verità sta in mezzo, come tutto ciò che è d’impaccio — Giuseppe Raciti, giusepperaciti.eu

Se la scrittura rifletta o meno la realtà è un falso problema; nel fatto, quale che sia la sua funzione, di menzogna o verità, la scrittura è in primo luogo – realtà.
Come realtà la scrittura non stabilisce alcun rapporto con la realtà. Se lo facesse, sarebbe altra cosa dalla realtà. Così la scrittura non deve neppure spiegare la realtà, ma ignorarla.
Il pensiero reale, cioè scritto, ignora la realtà perché ne fa parte.
La complessità della realtà è data da tutti i pensieri che, ignorandola, la dilatano.
— Giuseppe Raciti, Un’ordinata ambiguità

Il terrorismo supera la differenza tra violenza contro le persone e violenza contro le cose dal lato dell’ambiente: esso è violenza contro tutte le “cose” che circondano gli uomini, senza le quali le persone non possono rimanere persone — Peter Sloterdijk, Terrore nell’aria

Si rendeva così evidente la negazione più esplicita dell’attesa più implicita che ci sia: il fatto che l’essere-nel-mondo dell’essere umano non può, in alcuna circostanza, consistere in un essere-nel-fuoco — Peter Sloterdijk, Terrore nell’aria

Con la fine del XX secolo la dottrina dell’homo sapiens come “pupillo dell’aria” prende finalmente contorni pragmatici. Si comincia a capire che l’uomo non è soltanto ciò che mangia ma anche ciò che respira e ciò in cui si immerge. Le culture sono situazioni collettive d’immersione nell’aria e in sistemi di segni. La questione principale per le scienze della cultura del XX secolo è perciò: Making the air conditions explicit — Peter Sloterdijk, Terrore nell’aria

Dio e l’umanità hanno fondato la loro causa su nulla, su null’altro che se stessi. Allo stesso modo io fondo allora la mia causa su me stesso, io che, al pari di Dio, sono il nulla di ogni altro, che sono il mio tutto, io che sono l’unico. — Johann Kaspar Schmidt alias Max Stirner, L’Unico e la sua proprietà

Prima il piacere perché è un dovere — Cateno Tempio, Il vagabondo del pensiero

Io scherzo sempre, ma sono troppo alto per essere un giullare. — Cateno Tempio, Il vagabondo del pensiero

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