L’altro giorno, pensavo alla prima Beatitudine. E’ una cosa davvero indecente. Eccola qui:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Io non so cosa insegnano oggi al catechismo, ma per me i “poveri di spirito” sono un genere di persone ben preciso: gli ignoranti. La prima beatitudine è un elogio della stupidità.
Forse al catechismo la intendono diversamente e i “poveri di spirito” sono gli “umili”? Ancora peggio! Qui umiltà vuol dire una sola cosa: totale asservimento a Dio; divieto di porsi le domande; “tagliarsi la testa” (come si diceva ieri a lezione di Filosofia della mente) e riporre ogni speranza nell’Onnipotente. Insomma: smettere, volontariamente, di pensare.
Un prospettiva così lontana da quelle dei Santi-filosofi (Agostino, Tommaso etc.) che, con il loro continuo domandare e confessarsi, testavano e provavano continuamente la propria fede, mettevano in crisi la propria religione e le imponevano un rinnovamento, sfidavano a suon di Ragione il proprio Dio.
Questo monoteismo è forte per questo: asseconda l’insano bisogno di indifferenza degli uomini.












Amenità
Quando il mondo non mi offre spunti abbastanza interessanti per scrivere, anzi, quando ci sono quei periodi in cui io non riesco ad ascoltare il mondo affinché possa darmi qualcosa su cui scrivere…allora comincio da me:
Sto combattendo con l’Informatica, con sequenze di 0 e 1, con video e frames, con immagini e pixels, con C.P.U., A.L.U, R.A.M e altre robe elettroniche. Al di là del mio interesse per l’informatica, molto superficiale e limitato al web, ho capito finalmente il reale motivo per cui l’Intelligenza Artificiale non potrà realizzarsi: il sistema binario è la più grande perdita di tempo mai ideata dall’uomo! Ma dico io, che senso ha mettersi lì a giocare e spararle su quanto lunghe possano essere le sequenze di 0 e di 1, quando la mente umana riesce a gestire magnificamente (anche se lentamente) ben 10 cifre
?
L’unica nota positiva è lo studio insieme alla mia amatissima compagna di avventure, insostituibile e bellissima.
Sto seguendo il mio secondo corso di Filosofia della mente del Prof. Biuso che, guarda caso, ha un monografico che mi interessa particolarmente: “Identità, corpo e senso nella filosofia della mente e nella genealogia di Nietzsche”. Questo filosofo, questo genio di Nietzsche, mi sorprende sempre di più. In generale, la stessa mia idea della Filosofia si fa sempre più “chiara e distinta”, ogni volta che lo leggo.
In compenso, tutto ciò non mi aiuta con la tesi: niente può contro le terribili Storie, Sociologie e Pedagogie che mi sono rimaste…neanche Nietzsche in persona!
Proprio di Filosofia leggo per piacere e non per dovere di studio e materie (e neanche potrei, dato che di Filosofia, per questo mio terzo ed ultimo anno di mini-schifo-laurea, non vedo neanche l’ombra!):
Primo fra tutti il già citato Nietzsche in tutte le salse, scritti e frammenti.
Poi Platone con lo splendido Simposio, grazie al quale ora posso dare una risposta alla fatidica domanda “se potessi rinascere e vivere in un’altra epoca, quale sceglieresti?”
Ed ancora prendo e riprendo in mano, sfoglio e sbircio libri di vecchia conoscenza: come L’unico e la sua proprietà di Max Stirner, un testo il cui numero di pagine aumenta proporzionalmente al numero di volte che lo si legge: ogni volta si scoprono nuove prospettive e sfumature; come Vie d’Uscita di Eugenio Mazzarella, nel quale mi sembra di cogliere quasi un manifesto politico, oltre che teoretico, che davvero riesce a comprendere l’attualità della Filosofia.
Ho dato un occhio alla blogosfera, e mi sembra che internet sia, almeno per il momento, l’unica, fonte di cultura alternativa. Cito, a titolo di esempi, un post di Tommy David, uno di Francesco Costa ed il blog semi-tecnico di Geek Librarian.
Alla prossima!