Chi ha visto Saturno Contro, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, probabilmente sa già di cosa parlerò. No, non si tratta del film, ma di una sua scena in particolare, la più “scabrosa”: il bacio tra i due personaggi principali, Davide e Lorenzo, rispettivamente interpretati da Pierfrancesco Favino e Luca Argentero.
Come scritto su Wikipedia, il film è stato riconosciuto d’interesse culturale nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Probabilmente a ragione, perché Saturno Contro tocca dei temi particolari: omosessualità, amore, morte, dolore. Se, certamente, non sono temi nuovi nella storia del cinema, la qualità di questa pellicola è quella di averli mostrati sotto una formula “pacata” ed il più possibile vicina e rappresentabile per la quotidianità delle nostre borghesi ed italiane vite.
Insomma, tutto mi sarei aspettato, tranne ciò a cui ho dovuto assistere ieri sera al cinema
Davide e Lorenzo sono sdraiati a letto, si guardano teneramente, giocano a schivarsi i baci come due fidanzati. Poi Davide si adagia sopra Lorenzo e (pensate un po’) lo bacia!

Un grande e stupito coro di “aaahhhh” “eeeeehhhhh!!!” “iiiiiiiihhhhhh!!!” “ooooohhhh!!!” “uuuuuuuhhhhhh!!!” si alza davanti, dietro ed accanto a me. Con tanto di finale “che schifo!!!” da parte di un non identificato spettatore o spettatrice.
Apro una parentesi su un altro bellissimo film, pluripremiato al recente David di Donatello: La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore. Qui lo spregevole Muffa (Michele Placido) sfrutta la Sconosciuta (una magnifica Ksenia Rappoport).
La tortura e la violenta, la fa torturare e la fa violentare ripetutamente da clienti. La fa ingravidare nove volte, per poi strapparle il figlio ancora sporco, non appena uscito dall’utero, senza neanche farle dare uno sguardo. La Sconosciuta è un corpo-macchina per fabbricare altri piccoli corpi-macchine che saranno venduti nel mercato dei bambini.
Queste orribili scene si vedono tutte, nel film di Tornatore; e indovinate? Neanche un “che schifo”, neanche un sospiro, si è sentito alle mie spalle al cinema.
Per l’italiano medio, un bacio tra due uomini è peggio, molto peggio, di una terribile violenza. Per l’italiano medio – questo perverso santo, poeta e navigatore – è più rappresentabile uno stupro, magari una violenza su minore, che un sano rapporto omosessuale. Il sogno nascosto dell’italiano medio maschio è di avere due lesbiche a letto che si leccano a vicenda per la gioia dei suoi occhi, ma non appena vede Davide e Lorenzo baciarsi, inorridisce.
A me l’italiano medio fa schifo.






Finto altruismo e risonanze magnetiche poco funzionali
Sul web, ma anche in tv, una notizia ha molto successo: si tratta del piacere di pagare le tasse.
Il macchinario utilizzato per questa “soprendente” scoperta è la risonanza magnetica funzionale, un dispositivo che, insieme ad altri, viene fin troppo osannato. Praticamente ogni minimo nesso tra una configurazione neuronale ed il comportamento umano fa notizia! E’ bello come scoprire l’acqua calda. Mi spiego meglio.
La ricerca dell’Università dell’Oregon, condotta da uno psicologo cognitivista e due economisti (che tremendo triumvirato!), ha scoperto che, quando spendiamo il nostro denaro in beneficenza o in pagamenti volontari (un esempio italiano potrebbe essere il 5 per mille), si attivano delle aree del nostro cervello che, solitamente, entrano in funzione con il soddisfacimento di bisogni primari (cibo, contatto sociale, etc.) ed il piacere che da essi deriva.
Questa analisi è di un banalità tale da lasciare senza parole. E pensare che su ricerche del genere le Università americane spendono soldoni e borse di studio!
Ma non finisce qui. Difatti, se fosse servita a trarre le giuste conclusioni, non avrei avuto nulla (o quasi) da ridire sulla ricerca made in U.S.A.
A smentire l’intelligenza degli studiosi americani e a confermare l’asservimento dell’uomo alla morale, arriva un’affermazione ingenua (troppo ingenua) da parte dello psicologo Ulrich Mayr:
Cosa c’è di sorprendente nello scoprire che la “beneficenza” soddisfa un bisogno primario? Essa soddisfa il bisogno di placare il nostro senso di colpa di fronte alle vite meno fortunate della nostra. E non è un’esigenza altruistica, bensì del tutto egoistica, come il mangiare ed il bere. Come disse Biuso a Natale:
La potenza del nostro corpo-mente è il necessario motore delle nostre azioni. La beneficenza, l’altruismo e l’amore stesso sono delle splendide conseguenze, non cause.