Category Archives: die Phänomenologie

Fenomenologia. Né hegeliana né husserliana, ma analisi (s)oggettiva di ciò che appare.

Cose di cui vorrei parlare, ma non lo faccio

Prima premessa, che nulla ha a che vedere con ciò di cui voglio parlarvi. Tutto a un tratto, ti si mostrano alcune cose che hai sempre avuto davanti gli occhi. Sono piccolezze, sono inezie, sono dettagli che non gliene frega niente a nessuno. A te, però, no. A vederle e leggerle, quelle cose, tu non riesci a rimanere indifferente: sei prima turbato, poi scandalizzato, poi incazzato. Canalizzi in ciò che vedi e leggi ogni rabbia repressa, ogni ingiustizia vista o subita, tutto ciò che di marcio hai vissuto in cinque anni di studio. Seconda premessa, che sempre non ha nulla a che vedere con l’argomento di questo post. Io e alcuni miei amici apparteniamo a una razza in via d’estinzione. Vi assicuro che non c’è traccia di immodestia né di elogio nelle mie parole. Perché forse è un bene che ci stiamo estinguendo. E, al di là del bene e del male, l’estinzione ... Continua a leggere...

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Come un intervento fuori luogo può decidere del destino della filosofia e del pensiero

Torno a scrivere delirare di metafora e filosofia. Circa tre mesi fa, a lezione di Estetica da Carlo Gentili, si analizzava il saggio di Heidegger Der Ursprung des Kunstwerkes, L’origine dell’opera d’arte. In particolare, ci si soffermava sul dipinto di Van Gogh, Un paio di scarpe, indicate genericamente da Heidegger come “le scarpe contadine” o, addirittura, “le scarpe della contadina”. Dico “addirittura” perché quel soggetto tirato fuori dal cilindro (la contadina) è costato non poco al mago Martin in termini di chiarezza e polemiche. Ma questo non c’importa, né voglio divertirvi con qualche riflessione sulla strumentalità dello strumento, la cosalità della cosa e l’operalità dell’opera. Quello che m’importa è ricordare l’intervento che uno studente ha fatto, a lezione, dopo che il Prof. lesse per intero il famoso passo del saggio in cui, dall’essere un semplice “paio di scarpe”, lo strumento giunge a disvelamento, ossia a verità – ἀλήθεια. O, quantomeno, una verità. Prima ... Continua a leggere...

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Voli improbabili

Ambiguità dell'aereoporto di CataniaSiamo in file per il check in, io e la mia compagna d’avventure, per l’aereo diretto a Parigi il 29 dicembre dell’anno appena trascorso. L’atmosfera è chiara sin dall’inizio. Saliamo sull’aereo, prendiamo posto, e i nostri timori diventano certezze: dietro di noi si siedono due classiche coppie siciliane, una “giovane” e una più anzianotta. I quattro iniziano a far conoscenza e, fatte le presentazioni, iniziano a discutere a voce molto ma molto alta sui seguenti argomenti: reflusso gastroesofageo allergie e cortisoni allergie a “peli  e forfora di cani e gatti” l’amministrazione e gli amministratori degli ospedali di Catania crisi allergiche durante la gravidanza Questi e molti altri sono stati i temi dell’animata discussione durata tutte le quasi tre ore di viaggio, accompagnate dalla costante tosse catarrosa di una del quartetto. Il compagno di quest’ultima ha la battuta facile e, ad ogni turbolenza per il forte vento, esclama: minchia, chista era ‘na mala scaffa! Ossia: minchia, questa era ... Continua a leggere...

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L’urto diretto della verità

berlusconivero Stare di fronte a immagini come questa è come far esperienza dell’opera d’arte heideggerianamente intesa. C’era il rischio che entrassimo, con Berlusconi, in un rapporto abitudinario: In generale, di ogni esistente possiamo denotare che esso è; ma si tratta anche di una mera notazione che subito viene obliata nell’abitudine. Che cosa c’è di più abituale del fatto che un essente è? Martin Heidegger, L’origine dell’opera d’arte. [anche le successive citazioni]. Berlusconi è, e questo non ci dava più – forse non ce ne ha mai dato – alcun turbamento. Adesso, invece, siamo di fronte all’urto diretto – Anstoß – provocato dall’opera: Nell’opera, invece, l’inabituale è appunto questo: che un essente come tale è. Questa immagine rivela la verità come disascondimento – ἀλήθεια. Una verità che era nascosta: dal cerone, dalla trapianto di capelli, dalla presunta immortalità della persona di Berlusconi. Una verità che ora è invece disascosta, svelata: nel sangue, nei denti ingialliti, nella paura ... Continua a leggere...

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Catania – Bologna sola andata /1

Nietzsche WerkeScena 1 – In biblioteca, a Catania Sono in biblioteca, a Catania, e devo cercare testi di Nietzsche, classici della filosofia. Consulto lo schedario, con quei pezzi di carta rovinati da migliaia e migliaia di dita sfoglianti. Trovo Nietzsche, sia le opere in tedesco che in italiano. So che posso ritirare e consultare 3 libri alla volta, quindi compilo tre foglietti prestampati con i dati e la collocazione dei primi tre libri che ho scelto di consultare. Consegno le richieste alla farmacista alla signora del personale di biblioteca (non credo sia bibliotecaria), la quale mi cede gentilmente un biglietto con un numero. Eh sì, c’è l’elimina-code dal macellaio in biblioteca. Aspetto. Aspetto. Aspetto. Aspetto. Aspetto ancora. Sul led appare il mio numero e mi reco nuovamente al bancone. La signora mi porge un libro e mi torna due foglietti. Io le chiedo cosa significhi. Lei mi risponde che gli altri due libri non ci sono. “Ah, d’accordo – dico io – non ci sono perché ... Continua a leggere...

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