Category Archives: der Einzige

L’unico. L’individuo, il soggetto, “la sua proprietà” e ciò di cui è privo, la sua banale vita e le sue esaltanti esperienze.

Amenità

Quando il mondo non mi offre spunti abbastanza interessanti per scrivere, anzi, quando ci sono quei periodi in cui io non riesco ad ascoltare il mondo affinché possa darmi qualcosa su cui scrivere…allora comincio da me: Sto combattendo con l’Informatica, con sequenze di 0 e 1, con video e frames, con immagini e pixels, con C.P.U., A.L.U, R.A.M e altre robe elettroniche. Al di là del mio interesse per l’informatica, molto superficiale e limitato al web, ho capito finalmente il reale motivo per cui l’Intelligenza Artificiale non potrà realizzarsi: il sistema binario è la più grande perdita di tempo mai ideata dall’uomo! Ma dico io, che senso ha mettersi lì a giocare e spararle su quanto lunghe possano essere le sequenze di 0 e di 1, quando la mente umana riesce a gestire magnificamente (anche se lentamente) ben 10 cifre ? L’unica nota positiva è lo studio insieme alla mia amatissima ... Continua a leggere...

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Libreria

I libri sono uno strumento incredibile. Per me, che studio nell’ambito delle cosiddette Scienze Umane (ma ogni scienza dovrebbe esserlo!), i libri sono praticamente tutto. E poi, come dice continuamente il mio bravo docente di Letteratura Italiana, “le parole non sono mai innocenti”. Ho iniziato a leggere (leggere veramente) molto tardi, al terzo anno di Liceo, questo per vari motivi: ignoranza da parte mia, ignoranza dei docenti della scuola Media e dei primi due anni di Liceo che mi fecero odiare la lettura. La cosa buffa è che ho ri-iniziato a leggere proprio grazie al libro per il quale avevo smesso (mi era stato propinato alle scuole medie “a forza”): Il nome della rosa di Umberto Eco. Da quel momento, ho cercato disperatamente di recuperare il tempo perduto, ho provato a leggere di tutto: narrativa, saggistica, poesia. Spesso non comprendevo ciò che leggevo, ma credevo che, prima o poi, qualcosa in mente ... Continua a leggere...

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Azioni aristoteliche e cori nietzscheani?

Mi rimangio ciò che ho detto in un precedente post: ora che sono più libero (mentalmente, intendo) prometto solennemente di scrivere più spesso sul blog. Avevo già dimenticato quanto fossero impegnative le lezioni. Impegnative dal punto di vista del tempo a disposizione: non ho idea di quando riuscirò a studiare! Impegnative dal punto di vista mentale: la Letteratura Italiana, questo mostro a me (ahimè) sconosciuto, ha il monopolio del mio “flusso di coscienza”. Proprio in Letteratura Italiana, grazie ad un eccellente docente, sto imparando a guardare da un altro punto di vista la Poetica di Aristotele. Si parla della tragedia greca. E mi scervello per cercare di trovare un nesso decente tra due posizioni: quella di Aristotele e quella di Nietzsche. In particolare, sto cercando di confrontare affermazioni di Aristotele come questa: la parte [della tragedia] più importante di tutte è la composizione delle azioni. La tragedia infatti è imitazione non di uomini ma di ... Continua a leggere...

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Il mondo e la Terra

Ma dov’è che finisce il mondo ed inizia la Terra, che muore ogni rappresentazione e vive la Verità, che tramonta la storia e sorge il Pensiero? A volte mi sembra di comprendere la religione, anzi, la sua domanda. Forse è necessario che solo lì dove muore l’uomo, vi possa essere Vita. Ma poi penso che io sono “un fiume che mi trascina”. Mi ricordo che io sono “una tigre che mi sbrana”. Mi rendo conto che io sono “un fuoco che mi divora”. Ad un tratto percepisco il Tempo che io sono. E allora rido e prendo in giro l’Infinito. Lui è così indeterminato e de-forme, è solo negazione e privazione, io invece sono le mie mani che creano, io sono i miei occhi che inventano, io sono il mio corpo che respira. Io sono essere e divenire, sono vita e morte in ogni istante, se muoio, io sono il mio assassino. Certo, non sono tutto, ma se lo fossi non sarei niente, invece sono qualcuno perché sono sempre ... Continua a leggere...

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Sommerso dai libri!

Scrivani o libreria?E’ più di una settimana che non scrivo qualcosa. Allora parliamone! Il fatto è che sono veramente troppo occupato per poter pensare a qualcosa da scrivere. Occupato a fare che? Studiare, studiare, studiare. Cosa? Tante cose messe insieme. Innanzitutto la Psicologia dello Sviluppo. Un mattone di materia che consta di tre libri, di cui il più grosso è di tale Winnicott. A parte il mio viscerale amore per la psicologia , parlando con mia zia (neuropsichiatra infantile) scopro che già ai suoi tempi tale Winnicotto era superatissimo, e che a lei lo facevano studiare solo per conoscenza storica della disciplina. Certo, ci sarei potuto arrivare da solo, dato che le date dei saggi di cui si compone il libro non superano gli anni ‘50 del secolo scorso. Ma insomma! Almeno per la psicologia, non fatemi studiare cose del Giurassico! E poi, è veramente ridicolo uno studio della mente e del comportamento ... Continua a leggere...

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