Quando il mondo non mi offre spunti abbastanza interessanti per scrivere, anzi, quando ci sono quei periodi in cui io non riesco ad ascoltare il mondo affinché possa darmi qualcosa su cui scrivere…allora comincio da me:
Sto combattendo con l’Informatica, con sequenze di 0 e 1, con video e frames, con immagini e pixels, con C.P.U., A.L.U, R.A.M e altre robe elettroniche. Al di là del mio interesse per l’informatica, molto superficiale e limitato al web, ho capito finalmente il reale motivo per cui l’Intelligenza Artificiale non potrà realizzarsi: il sistema binario è la più grande perdita di tempo mai ideata dall’uomo! Ma dico io, che senso ha mettersi lì a giocare e spararle su quanto lunghe possano essere le sequenze di 0 e di 1, quando la mente umana riesce a gestire magnificamente (anche se lentamente) ben 10 cifre
?
L’unica nota positiva è lo studio insieme alla mia amatissima compagna di avventure, insostituibile e bellissima.
Sto seguendo il mio secondo corso di Filosofia della mente del Prof. Biuso che, guarda caso, ha un monografico che mi interessa particolarmente: “Identità, corpo e senso nella filosofia della mente e nella genealogia di Nietzsche”. Questo filosofo, questo genio di Nietzsche, mi sorprende sempre di più. In generale, la stessa mia idea della Filosofia si fa sempre più “chiara e distinta”, ogni volta che lo leggo.
In compenso, tutto ciò non mi aiuta con la tesi: niente può contro le terribili Storie, Sociologie e Pedagogie che mi sono rimaste…neanche Nietzsche in persona!
Proprio di Filosofia leggo per piacere e non per dovere di studio e materie (e neanche potrei, dato che di Filosofia, per questo mio terzo ed ultimo anno di mini-schifo-laurea, non vedo neanche l’ombra!):
Primo fra tutti il già citato Nietzsche in tutte le salse, scritti e frammenti.
Poi Platone con lo splendido Simposio, grazie al quale ora posso dare una risposta alla fatidica domanda “se potessi rinascere e vivere in un’altra epoca, quale sceglieresti?”
Ed ancora prendo e riprendo in mano, sfoglio e sbircio libri di vecchia conoscenza: come L’unico e la sua proprietà di Max Stirner, un testo il cui numero di pagine aumenta proporzionalmente al numero di volte che lo si legge: ogni volta si scoprono nuove prospettive e sfumature; come Vie d’Uscita di Eugenio Mazzarella, nel quale mi sembra di cogliere quasi un manifesto politico, oltre che teoretico, che davvero riesce a comprendere l’attualità della Filosofia.
Ho dato un occhio alla blogosfera, e mi sembra che internet sia, almeno per il momento, l’unica, fonte di cultura alternativa. Cito, a titolo di esempi, un post di Tommy David, uno di Francesco Costa ed il blog semi-tecnico di Geek Librarian.
Alla prossima!





Filosofia, Caffè, studenti e consulenze
In questi giorni sono stato molto impegnato con il progetto di Sitosophia.
Credo che chi – come me – si iscrive in Lettere e Filosofia, lo faccia fondamentalmente per passione. La filosofia, in particolare, non rappresenta solo una disciplina di studio. E’ la tua prima lettura al mattino e l’ultima alla sera. E’ una consolazione ma anche uno stimolo. E’ il pane di cui vorresti sempre nutrirti.
Una visione idilliaca? So benissimo che ormai l’Università non si vive così, almeno non nella maggior parte dei casi. Spesso la Filosofia è scambiata con l’ignavia. E non c’è peggior peccato. Solo che non tutti siamo uguali, per fortuna.
Lo studente (quello vero) ha sempre bisogno di nuovi stimoli. E se non gli vengono offerti, se li crea da solo.
Io, insieme ad altri colleghi – anzi, amici – ho messo in piedi il sito (che, a proposito, ho interamente costruito con WordPress) ed un’iniziativa davvero interessante: il Caffè Filosofico. Quest’anno, grazie all’aiuto di pochi ma buoni docenti, gli incontri si svolgeranno nella mia Facoltà, a Catania.
Il primo incontro è già fissato per l’11 dicembre. Protagonista sarà il Prof. Giuseppe Raciti, che – ancor più che “filosofo” – mi piace definire “la Filosofia personificata”.
Per tornare alla questione “studenti”, c’è chi pensa che quest’ultimi debbano ricevere dall’Università della Consulenza psicologica. Si, esatto, come nelle aziende. Come ho scritto sul forum di Sitosophia, senza offendere chi di quel counseling ne avrebbe bisogno sul serio, io vorrei esporre un mio problema: credo di soffrire di ansia da studio. Si, insomma, non riesco a studiare bene.
E’ che vorrei conoscere i classici filosofici, ma non me li fanno studiare. E’ che vorrei fare ricerca storica, ma non mi dicono come si fa. E’ che vorrei studiare una materia per più di un mese, ma non posso perché altrimenti non mi laureo più. E’ che, se mi metto a confronto con un laureato vecchio ordinamento, mi sento un ignorante. E’ che spesso io studente mi trovo a combattere con le enormi frustrazioni psico-fisico-sociali di pseudo-docenti, che dovrebbero invece essermi d’esempio (a scuola come all’Università). E’ che il mio futuro lavorativo è tanto incerto quanto le prospettive di un tacchino il Giorno del ringraziamento.
Poi però mi succede una cosa strana: non soffro affatto di ansia da prestazione. Al momento dell’esame, anzi, sono sicuro di me. Ciò di cui non sono sicuro è se di quel topico momento mi rimarrà qualcosa; se da quello studio, tutt’altro che matto e disperatissimo, saprò cogliere i frutti e trarre gli insegnamenti dovuti.
E voi, ditemi: avreste bisogno di una consulenza?