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Brevi o brevissime

Link: filosofia, Cuffaro, politica italiana

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Elucubrazione pseudo-linguistico-anglosassone

A me la lingua inglese non piace. Non ha la musicalità del francese, non ha la perfezione del tedesco, non ha la poesia dell’italiano, non ha il colore dello spagnolo.

In compenso, dicono, è una lingua molto semplice. Anche se, dico io, quando leggo una pagina in francese riesco a capirne il senso generale senza averne mai studiato la lingua; quando invece leggo una pagina in inglese, se non fosse perché la lingua mi è stata inculcata sin dalle elementari, non ci capirei nulla.

Tuttavia ho pensato una cosa interessante (interessante?): l’inglese, che è la lingua più parlata al mondo insieme al cinese, sembra avere più consapevolezza della corporeità umana. Sono esagerato?

Ed allora come ce lo spieghiamo che la parola “qualcuno” può essere tradotta indistintamente con “someone” (che, letteralmente, significa “qualcuno”) e “somebody” (che, sempre letteralmente, significa “qualche-corpo”)? Lo stesso vale per “nessuno”, che può essere tradotto con “no one” e “nobody”; per “ognuno” o “tutti”, che si può dire sia “everyone” sia “everybody”, etc.

Come mai? Non ne ho la minima idea :-). Se qualcuno, magari qualche esperto di Linguistica inglese che si trova a passare da qui, ha una spiegazione di questo strano fenomeno, la comunichi con un commento!

Se ogni essere umano deve essere più consapevole della propria corporeità, consapevole dei propri limiti ma anche della propria bellezza e forza; se “non c’è politica che dei corpi, sui corpi, attraverso i corpi” (Roberto Esposito, Bios. Biopolitica e filosofia); se l’uomo è “in tutto e per tutto corpo, e niente al di fuori di esso” (Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra); allora possiamo anche concludere che someone is always somebody.

Sembra solo un gioco di parole? Ma le parole sono tutto ;-)

Alla prossima!

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Università e laureifici

laurea_tommy

Ho scritto, per Megaron, un articolo sul valore dell’Università e degli studenti italiani di oggi: Univeristà e laureifici. E’ un articolo cattivo, che non tiene conto degli aspetti migliori (quei pochi che rimangono) della Universitas… ma bisogna essere critici su ciò che va male, giusto?

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Catania in negativo

Sento Catania peggiorare ogni giorno che passa.
La città ti parla, se la sai ascoltare; e da un po’ di tempo a questa parte, con me lei si lamenta.
La scelleratezza di un sindaco che maschera i suoi chissaquali traffici economici con opere di facciata, che non paga i dipendenti perché ha ridotto sul lastrico un comune che potrebbe dare tanto al mondo intero.
L’ignoranza di un popolo che non si accorge di ciò che gli accade, perché ha la vista tutta occupata da immense rotatorie, che non lasciano spazio per vedere altro.
La colpa di una Catania-bene che pensa solo a celebrare se stessa entro lobby mafiose e falsamente cultural-no-profit.
Tra i giovanissimi ritorna la criminalità; ricordo quando tanti anni fa si debellò il fenomeno dei “fermi” alla Villa Bellini…ora ritornano, spostati direttamente alla via Etnea.
Quanto vorrei che tutti coloro che amano questa città, e sono in tanti, sputassero sulla testa di tutti coloro che vogliono ridurre Catania ad un immondezzaio…certo, un bello e rotondo immondezzaio!
Ci sono ben altre rotonde a Catania da andare a vedere :-)

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