Author Archives: Giofilo

Ultime cose

I mesi passano, in questa nuova Bologna. La politica mi sfiora appena, il decreto interpretativo mi infastidisce come una zanzara testarda in una notte d’agosto. Ho dato un esame, a breve un altro. Il libro che Matteucci ha messo nel programma di Estetica contemporanea lo consiglio a tutti: trattasi di Arthur C. Danto, La trasfigurazione del banale. Una filosofia dell’arte. Ho letto finora solo cose degne di esser lette, e spero di continuare così. Ho iniziato i Racconti di Dürrenmatt. Il primo è di undici righe. Ho dovuto chiudere il libro e rinviare la lettura del racconto successivo all’indomani. Ecco le undici (qui di meno) intensissime righe: Natale Era Natale. Attraversavo la vasta pianura. La neve era come vetro. Faceva freddo. L’aria era morta. Non un movimento, non un suono. L’orizzonte era circolare. Nero il cielo. Morte le stelle. Sepolta ieri la luna. Non sorto il sole. Gridai. Non mi udii. Gridai ancora. Vidi ... Continua a leggere...

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Cose di cui vorrei parlare, ma non lo faccio

Prima premessa, che nulla ha a che vedere con ciò di cui voglio parlarvi. Tutto a un tratto, ti si mostrano alcune cose che hai sempre avuto davanti gli occhi. Sono piccolezze, sono inezie, sono dettagli che non gliene frega niente a nessuno. A te, però, no. A vederle e leggerle, quelle cose, tu non riesci a rimanere indifferente: sei prima turbato, poi scandalizzato, poi incazzato. Canalizzi in ciò che vedi e leggi ogni rabbia repressa, ogni ingiustizia vista o subita, tutto ciò che di marcio hai vissuto in cinque anni di studio. Seconda premessa, che sempre non ha nulla a che vedere con l’argomento di questo post. Io e alcuni miei amici apparteniamo a una razza in via d’estinzione. Vi assicuro che non c’è traccia di immodestia né di elogio nelle mie parole. Perché forse è un bene che ci stiamo estinguendo. E, al di là del bene e del male, l’estinzione ... Continua a leggere...

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Come un intervento fuori luogo può decidere del destino della filosofia e del pensiero

Torno a scrivere delirare di metafora e filosofia. Circa tre mesi fa, a lezione di Estetica da Carlo Gentili, si analizzava il saggio di Heidegger Der Ursprung des Kunstwerkes, L’origine dell’opera d’arte. In particolare, ci si soffermava sul dipinto di Van Gogh, Un paio di scarpe, indicate genericamente da Heidegger come “le scarpe contadine” o, addirittura, “le scarpe della contadina”. Dico “addirittura” perché quel soggetto tirato fuori dal cilindro (la contadina) è costato non poco al mago Martin in termini di chiarezza e polemiche. Ma questo non c’importa, né voglio divertirvi con qualche riflessione sulla strumentalità dello strumento, la cosalità della cosa e l’operalità dell’opera. Quello che m’importa è ricordare l’intervento che uno studente ha fatto, a lezione, dopo che il Prof. lesse per intero il famoso passo del saggio in cui, dall’essere un semplice “paio di scarpe”, lo strumento giunge a disvelamento, ossia a verità – ἀλήθεια. O, quantomeno, una verità. Prima ... Continua a leggere...

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Calzini rivoltati: Parigi, l’arte e i musei

Parigi è una città talmente straordinaria che neanche l’enorme afflusso di gente a capodanno riesce ad offuscarne la bellezza. A Parigi è possibile integrare vecchio e nuovo, classico e moderno, antico e contemporaneo, interno ed esterno, forma e contenuto. Una totale libertà della forma, che non genera la minima stonatura. L’esempio che vi offro è quello dei due musei che ho visitato: il Louvre e il Centre George Pompidou. L’uno, il calzino rivoltato dell’altro. Nella stessa giornata è possibile ammirare dall’esterno questi due musei, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro. Il Louvre fu un palazzo reale, grandioso, sobrio e austero, situato vicino la Ile de la Cité. Il Pompidou è stato progettato da Renzo Piano e altri; si trova a due passi da quello che fu il più grande mercato di Parigi e che oggi, manco a dirlo, è un centro commerciale. A ogni pietra perfetta del palazzo del Louvre, risponde in ... Continua a leggere...

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Voli improbabili

Siamo in file per il check in, io e la mia compagna d’avventure, per l’aereo diretto a Parigi il 29 dicembre dell’anno appena trascorso. L’atmosfera è chiara sin dall’inizio. Saliamo sull’aereo, prendiamo posto, e i nostri timori diventano certezze: dietro di noi si siedono due classiche coppie siciliane, una “giovane” e una più anzianotta. I quattro iniziano a far conoscenza e, fatte le presentazioni, iniziano a discutere a voce molto ma molto alta sui seguenti argomenti: reflusso gastroesofageo allergie e cortisoni allergie a “peli  e forfora di cani e gatti” l’amministrazione e gli amministratori degli ospedali di Catania crisi allergiche durante la gravidanza Questi e molti altri sono stati i temi dell’animata discussione durata tutte le quasi tre ore di viaggio, accompagnate dalla costante tosse catarrosa di una del quartetto. Il compagno di quest’ultima ha la battuta facile e, ad ogni turbolenza per il forte vento, esclama: minchia, chista era ‘na mala scaffa! Ossia: minchia, questa era ... Continua a leggere...

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