Parigi a capodanno. Ce ne vuole di coraggio, eh?
Ho passato quattro giorni davvero irripetibili alla scoperta de la ville lumiere, stando di fronte a opere d’arte tra le più svariate (alcune così famose da essere quasi familiari, altre totalmente estranee). Percependo le contraddizioni più forti della umana civiltà. Integrando vecchio e nuovo, classico e moderno, antico e contemporaneo, interno e esterno, forma e contenuto. Camminando fino a che le gambe non cedono letteralmente al freddo e alla stanchezza.
Ma anche vergognandomi decine di volte di essere italiano, più di quanto già non lo facessi. A contatto, da turista, con l’essenza del turismo di massa. Viaggiando su aerei, visitando musei e stando entro file interminbili, in compagnia di persone che farebbero venir voglia di trasferirsi a Malebolge piuttosto che continuare il volo o la visita.
Scriverò più di un post a riguardo, nei prossimi giorni.






2 Comments
Mi vergogno con te!
Ah, Catenuzzo! Presto scriverò alcune cose che ti faranno schifare solo a leggerle
Il prossimo post racconterà di una semplice scenetta sull’aereo, niente di sconvolgente.
Le cose davvero vergognose arriveranno quando parlerò del Louvre