Calzini rivoltati: Parigi, l’arte e i musei

Parigi è una città talmente straordinaria che neanche l’enorme afflusso di gente a capodanno riesce ad offuscarne la bellezza.

A Parigi è possibile integrare vecchio e nuovo, classico e moderno, antico e contemporaneo, interno ed esterno, forma e contenuto. Una totale libertà della forma, che non genera la minima stonatura.

L’esempio che vi offro è quello dei due musei che ho visitato: il Louvre e il Centre George Pompidou. L’uno, il calzino rivoltato dell’altro.

Nella stessa giornata è possibile ammirare dall’esterno questi due musei, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro. Il Louvre fu un palazzo reale, grandioso, sobrio e austero, situato vicino la Ile de la Cité. Il Pompidou è stato progettato da Renzo Piano e altri; si trova a due passi da quello che fu il più grande mercato di Parigi e che oggi, manco a dirlo, è un centro commerciale.

A ogni pietra perfetta del palazzo del Louvre, risponde in maniera uguale e contraria un tubo, un cavo a vista, una scala mobile del Pompidou. Il Louvre nasconde volutamente, all’interno delle sue possenti mura, ogni segno della moderna tecnologia; il Pompidou è tecnologia dall’inizio alla fine. Alla bellezza dei marmi del Louvre, risponde la rivoluzione del design del Pompidou.

Una volta entrati, questo gioco di specchi diviene ancora più forte. Le opere dei due musei sembrano conoscersi senza mai essersi incontrate. Vanno quasi a coppie, in una grandiosa e caotica arca di Noè dell’arte.

All’arte bella di Duccio e Giotto, di Antonello da Messina, di Leonardo e di Mantegna, e ancora di Canova o di Delacroix e di Gericault (per citare solo un centesimo degli artisti che ho avuto il tempo di ammirare e un milionesimo di tutti quelli presenti); a quest’arte – dicevo – va a braccetto la mostra d’arte moderna e contemporanea del Pompidou: Matisse e Picasso, Kandinsky, Pollock, Larionov, Chagall, Duchamp e tanti, tanti altri. So che l’affinità di forma tra Amore e Psiche e la Fontana-Orinatoio è difficile da sostenere, eppure per me è altrettanto difficile non notarla.

Non solo, dunque, c’è una diretta continuità tra esterno e interno del museo, tra forma architettonica e contenuti artistici; la continuità è anche tra museo e museo, tra secolo e secolo, tra arte e arte: il Louvre è l’altra faccia del Pompidou, e viceversa.

A dare ragione a questa immediata impressione, il Louvre ospita temporaneamente una delle opere nere di Pierre Soulages, accanto ad alcuni tra i più grandi pittori pre-rinascimentali e rinascimentali italiani.

Se avessi avuto più tempo per visitare Parigi, avrei sicuramente portato altri esempi simili; penso al nuovo quartiere de La Défense e al suo Arco, sul quale ho solo lanciato uno sguardo dall’alto della Tour Eiffel, meravigliandomi anche questa volta per la sua perfetta integrazione nel complesso panorama parigino, come uno scenario di Blade Runner che si staglia a una decina di chilometri dalla Senna.

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9 Comments

  1. Posted 11 January 2010 at 17:46 | Permalink

    Eccovi anche la versione unica di Canova-Duchamp :grin:

    Canova-Duchamp

  2. Posted 11 January 2010 at 22:09 | Permalink

    Diamine, voglio tornare a Parigi! Anche perché quelli sono esattamente i due musei che non ho visto…
    (A proposito, adesso che lo vedo, m’è tornato in mente, il Pompidou. C’eravamo passati davanti. Di notte.)

    • Posted 11 January 2010 at 22:34 | Permalink

      Se ci siete passati di notte probabilmente lo ricordi stra-illuminato.
      Torniamo a Parigi, sì, e restiamoci pure :wink:

  3. Posted 12 January 2010 at 15:03 | Permalink

    Fantastico l’accostamento Canova-Duchamp!

    • Posted 12 January 2010 at 15:27 | Permalink

      Cateno, ero sicuro che avresti apprezzato :wink:
      Ogni volta che li guardo – ma non vorrei esagerare – noto nuove linee coincidenti.
      A parte l’evidente curva, che è la linea principale, guarda i piedi sporgenti di lui e di lei: sono esattamente le due estremità della fontana pronte per i tubi!
      Ora basta, ché esagero :)

      • Cinzia
        Posted 13 January 2010 at 22:42 | Permalink

        E no Cateno non puoi dargli ragione, come si può…. :grin:
        Io, invece, trovo molto più interessante l’accostamento tra Delacroix e Pollock, probabilmente per via dei colori.

        • Posted 13 January 2010 at 23:03 | Permalink

          Sto per mettermi a piangere :emotion:
          Cioè, vi rendete conto che, dopo tre anni di blog, Cinzia commenta per la prima volta un mio post? :o
          Si vede che questa volta l’ho sparata troppo grossa :D
          Grazie! Continua a commentare!

          • Posted 13 January 2010 at 23:04 | Permalink

            Sai che anch’io m’ero chiesto se avesse già commentato? :P
            Benvenuta Cinzia!

  4. Posted 13 January 2010 at 23:28 | Permalink

    @Cinzia: la prossima mossa sarà commentare un articolo di TommyDavid.com, a quel punto per te sarà finita. Dovrai aprirti un blog, linkarci, scrivere ogni giorno, poi una volta a settimana, poi entrare in pausa per mesi, poi riprendere, ad libitum :grin:

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