L’urto diretto della verità

berlusconivero

Stare di fronte a immagini come questa è come far esperienza dell’opera d’arte heideggerianamente intesa. C’era il rischio che entrassimo, con Berlusconi, in un rapporto abitudinario:

In generale, di ogni esistente possiamo denotare che esso è; ma si tratta anche di una mera notazione che subito viene obliata nell’abitudine. Che cosa c’è di più abituale del fatto che un essente è?

Martin Heidegger, L’origine dell’opera d’arte. [anche le successive citazioni].

Berlusconi è, e questo non ci dava più – forse non ce ne ha mai dato – alcun turbamento. Adesso, invece, siamo di fronte all’urto direttoAnstoß – provocato dall’opera:

Nell’opera, invece, l’inabituale è appunto questo: che un essente come tale è.

Questa immagine rivela la verità come disascondimentoἀλήθεια. Una verità che era nascosta: dal cerone, dalla trapianto di capelli, dalla presunta immortalità della persona di Berlusconi. Una verità che ora è invece disascosta, svelata: nel sangue, nei denti ingialliti, nella paura che traspare da quel volto.

Non condanno il gesto del tale Massimo Tartaglia e non ne gioisco neanche: ma non mi lascia indifferente, e tanto basta. Ora il nostro compito è solo uno: essere i salvaguardanti di questa immagine:

Il verecondimento [la salvaguardia, la protezione - bewahrung] dell’opera non isola l’uomo nelle sue esperienze vissute, bensì lo irradica nell’appartenenza alla verità storicizzantesi nell’opera.

Se non mi sentissi terribilmente sadico, io, quasi quasi, la storicizzerei sul mio desktop.

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12 Comments

  1. Posted 14 December 2009 at 01:09 | Permalink

    E’ davvero incredibile come, dopo il primo attimo di paura (quello di cui parlo nel post), ’sto pazzo furioso si sia subito voluto esporre alle telecamere, tutto insaguinato. Ne sa una più del diavolo, davvero.

  2. Posted 14 December 2009 at 03:04 | Permalink

    Ti ringrazio per avere intrecciato anche tu le tue letture con le riflessioni e gli eventi.

    P.S. Talvolta penso che i libri possano distrarci dalle cose, dall’azione; in questi frangenti capisco che non è così, per fortuna. Essere testimoni è essere consapevoli. Il resto, forse, verrà da sé.

    • Posted 14 December 2009 at 03:24 | Permalink

      Ti ricopio Epifilosofia; è una meraviglia racitiana messa alla fine di Un’ordinata ambiguità:

      Se la scrittura rifletta o meno la realtà è un falso problema; nel fatto, quale che sia la sua funzione, di menzogna o verità, la scrittura è in primo luogo – realtà.
      Come realtà la scrittura non stabilisce alcun rapporto con la realtà. Se lo facesse, sarebbe altra cosa dalla realtà. Così la scrittura non deve neppure spiegare la realtà, ma ignorarla.
      Il pensiero reale, cioè scritto, ignora la realtà perché ne fa parte.
      La complessità della realtà è data da tutti i pensieri che, ignorandola, la dilatano.

  3. Posted 14 December 2009 at 10:52 | Permalink

    Trovo ogni tuo post sempre più perfetto. 8)

  4. Posted 14 December 2009 at 22:58 | Permalink

    Perfetto – trapassato. Condoglianze, mio caro Giovanni. E grazie per le suggestioni in obitorio (inabituali).

    • Posted 15 December 2009 at 01:46 | Permalink

      Mi sento scemo, ma non ti seguo sulle condoglianze :oops:

      • Posted 15 December 2009 at 21:07 | Permalink

        Se scrivi in modo perfetto – se ‘perfetto’: cioè ‘tra-passato’ morto. Ecco il resto. :-)

        • Posted 15 December 2009 at 21:25 | Permalink

          L’avevo intuito, ma solo dopo. Ancora non sono in rigor, forse? :wink:

          • Posted 21 December 2009 at 01:57 | Permalink

            Massì, dài. Solo qualche ora di attesa: è normale.

3 Trackbacks

  1. [...] leggere altre riflessioni più interessanti della mia date uno sguardo qui e [...]

  2. By Ha tentato. | Cateno Tempio on 14 December 2009 at 18:14

    [...] attuato da un nazionalista può sostenere il peso di milioni e milioni di morti? Commentando altri post sull’argomento più attuale,  ho detto che gli attentati falliti non portano mai a nulla di [...]

  3. By www.blog-news.it on 15 December 2009 at 21:10

    L’urto diretto della verità…

    Stare di fronte a immagini come quella di Berlusconi dopo “l’attentato” è come far esperienza dell’opera d’arte heideggerianamente intesa….

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