Ieri sera ho iniziato a leggere Moby Dick, dall’altro ieri sono a casa con un principio d’influenza. Fra tre mesi dovrei discutere la mia tesi di laurea, tra un mese circa dovrei ricevere il mio primo (forse ultimo) e lauto compenso di lavoro. Mi mancano tre libri e potrò dire – escludendo alcune lettere, libriccini e Frammenti postumi – di aver letto tutto Nietzsche (chiariamo: dal leggerlo al capirne davvero qualcosa, ce ne passa). Da oggi, provo a scrivere di nuovo su questo blog.
Toc toc
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24 Comments
Grazie infinite a chi ha avuto pazienza!
Tanto lo so che ormai vi siete abituati al mio alternare lunghi periodi di inattività e brevi scorribande
Bentornato!
(Maledetto, ho creduto che nel feed trovassi solo l’excerpt…)
E invece era un Aside, tiè
Ah, ecco! È che se non si passa dalla homepage, sembrano post “normali”.
(Interessante quella funzionalità, è da un pezzo che la adocchio. Ma poi mi viene il timore che possa incentivarmi a scrivere cinguettii e postettini da poco…)
Ti incentiva sì
Ok, la eviterò allora.
Piuttosto, buona guarigione e buon rush universitario (semi)finale.
Però, pensandoci, potrebbero esserti utili (parlo degli asides) per pubblicare i tuoi aforismi, piuttosto che buttarli tutti in una volta in un post…
Ci avevo pensato. Ma darli spicciolati non mi entusiasma. (Tra l’altro non sono nemmeno sicuro di continuare a scriverne, detto tra noi — sempre che d’”aforismi” si trattasse…)
Bentornato, seppure per poco! Fa un certo effetto… :-DD
Grazie Triad! Mi sono fatto attendere come una star
Bentornato! Quando ho aperto i feed ancora non ci credevo e per un attimo ho ritenuto fossero elementi condivisi da te!
Ah, ma come mai Moby Dick?
Ah, Cateno, da te non m’aspettavo una domanda del genere… sono sicuro che Triad sa perfettamente perché Moby Dick.
In breve: ne accennò Raciti, mi sembra durante quel mitico Caffè Filosofico. E lo fece con delle parole – che ora non ricordo – che mi rapirono totalmente e mi fecero acquistare il testo subito dopo (anche se lo sto iniziando dopo più di un anno).
A parte questo, però, sono sempre stato attratto da questo romanzo, così come da Horcinus Orca. So che quest’ultimo è di difficilissima lettura… mentre il capolavoro di Melville si è subito rivelato gradevole (in certe parti non puoi fare a meno di ridere) e profondissimo.
Ah, malnato me!
Ma la traduzione che hai di chi è?
E’ di Alessandro Ceni, che ci ha lavorato per 3 anni…
E che soprattutto rapirono anche la tua memoria.
Coglierà il suggerimento su Moby Dick, anche se non mi aveva mai attratto, a pelle.
‘Mpare, è stato più di un anno fa! Mi rapirono, appunto, passato remoto
Fozza Catania!
Beh, non disperare: in questo momento io non ricordo se quel Caffè fu lo stesso che seguii io o se piuttosto quello fu più d’un anno fa (c’era ancora la libreria…). Al contempo non ricordo se parlò di Melville. Rammemoro distintamente invece qualcosa su Apollo, e qualche citazione di coglioni…
Ricordo anche di Cateno che presenziava. O era il Dell’Ombra?
Eccetto ‘mpare!
Eh, vedi, ora mi stai facendo confondere. Non so quale dei due sia. Anzi, non so più neanche se era un caffè filosofico, un caffè e basta o una chiacchierata d’esame
…ehm, non la ricordo: rinfrescami la memoria!
Escludo il merò caffè: non ne bevo. Altresì l’esame: è l’unico docente del corso di studi col quale non ne ho mai fatti. Era il caffè filosofico alla Gramigna in cui parlò dell’anarca. Lì (ri)conobbi Azalais, peraltro…
(Quanto ai coglioni, mi pare di avergli colto un vezzo a sparare una parola fuori forma per richiamare l’attenzione. Ma voi lo conoscete meglio di me, quindi forse mi sbaglio…)
No, intendevo che “non so più se lui parlò di Melville ad un caffè filosofico, un caffè e basta o ad una chiacchierata d’esame”
Ok. Ma sogno o destamente distinguo un mio commento vuoto?
No, non sogni… non so cosa sia, ora lo cancello!