• Segui il blog e altro

    Rss    Email
    twitter friendfeed flickr flickr google

Della morte razionale

Immergersi nella lettura di Friedrich Nietzsche ha i suoi pro e i suoi contro. Non che la sua filosofia sia un bene o un male di per sé, ci mancherebbe: è al di là del bene e del male, e per tale bisogna prenderla. Gli aspetti positivi e negativi sono tali in rapporto al fine della tua lettura: nel preciso istante in cui decidi di leggere Nietzsche con un fine – nel mio caso, la tesi di laurea – hai vanificato gran parte di quella lettura. Una parte nascosta e personale, certo, e non visibile né in tesi, né in saggi. La lettura filosofica dovrebbe essere sempre senza un fine e, nel caso di personalità della levatura di Nietzsche, senza fine.

Uno dei pro, è la presenza di aforismi – dalla forte attualità e dall’incredibile chiarezza – come squarci di luce nel suo pensiero abissale. Vi propongo una parte di questo, contenuto in Il viandante e la sua ombra, intitolato Della morte razionale. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

La morte naturale è la morte indipendente da ogni ragione, la vera morte irrazionale, in cui la miserabile sostanza della buccia determina quanto tempo debba durare o no il nòcciolo: in cui cioè il carattere rattrappito, spesso malato ed ebete, è il signore che fissa il punto in cui il suo nobile prigioniero deve morire. La morte naturale è il suicidio della natura, cioè la distruzione dell’essenza razionale per mezzo di quella irrazionale che alla prima è legata. Solo nella luce religiosa la cosa può apparire inversamente: poiché allora, come è giusto, la ragione superiore (di Dio) dà il suo comando, al quale la ragione inferiore deve adattarsi. Al di fuori del modo di pensare religioso, la morte naturale non merita nessuna glorificazione. Il saggio ordinamento e la saggia disposizione della morte appartengono a quella morale dell’avvenire, oggi affatto incomprensibile e che suona come immorale: vederne l’aurora dovrà essere un’indescrivibile felicità.

Umano, troppo umano (vol. 2°), parte seconda Il viandante e la sua ombra, aforisma 185, Adelphi 2003, pag. 210.

  • Twitter
  • del.icio.us
  • FriendFeed
  • Google Bookmarks
  • email

Post su argomenti simili

This entry was posted in de brevitate and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

11 Comments

  1. Posted 23 March 2009 at 21:34 | Permalink

    In merito al fine della lettura: ti capisco, altroché. Anch’io ho visto sgretolarsi alcune mie aree d’interesse (ma come parlo?!) dopo averle sottomesse al vaglio della tesi — del lavoro. :-(

  2. Posted 23 March 2009 at 21:54 | Permalink

    Parli della prima o della seconda tesi?

  3. Posted 23 March 2009 at 22:11 | Permalink

    Stai recuperando il tempo perso, eh? Ottima citazione, stupende le considerazioni iniziali.

  4. Posted 23 March 2009 at 22:55 | Permalink

    @Giofilo: un po’ di entrambe. In pratica non toccherò altri libri di tematica cybernetica o evoluzionistica per molto, molto tempo… :-D

  5. Posted 23 March 2009 at 23:24 | Permalink

    @Cateno: ma no, quel passo mi è capitato tra le mani per la prima volta giusto stamattina…

    @Tommy: secondo me, c’hai fatto un affare :p

  6. Posted 24 March 2009 at 00:10 | Permalink

    Forse non hai tutti i torti. Ma ancora ho un paio di testi interessanti — di Hofstadter e Penrose tra i primi, di Monod e Gould tra i secondi — che vorrei leggere. Aspetto si plachi la nausea da abbuffata. :-P

  7. antonio
    Posted 1 April 2009 at 18:16 | Permalink

    Grazie di aver riportato questo stupendo passo: in casi come questo Nietzsche è sconcertatamente attuale e quindi, per i suoi tempi, profetico.

  8. Nicola Vento
    Posted 21 May 2009 at 18:05 | Permalink

    Perfettamente d’accordo con i tuoi commenti a Nietzsche. Io mi sto appassionando a un altro grande scrittore che lo stesso Nietzsche amava, direi, alla follia: Emerson. E anche Emerson pone un po’ problemi interpretativi simili, anche se forse mi sembra un po’ più compatibile con la vita odierna, ma non meno estremo nelle sue folgorazioni.

  9. Posted 21 May 2009 at 21:28 | Permalink

    Ciao Nicola,

    Emerson… ammetto la mia ignoranza a riguardo :(
    So anch’io che Nietzsche lo leggeva molto, sin da giovane!

    Se vuoi dirmi qualcosa di più, ti leggerò volentieri!

    Grazie per il commento!

  10. Posted 2 July 2009 at 19:42 | Permalink

    mi azzarderei, e vediamo cosa ne pensa il tuo raziocinio, a dire come le cose da amare, così le letture più preziose, sono da sfiorare appena, altrimenti si sciupano.

    • Posted 2 July 2009 at 20:46 | Permalink

      Hai ragione anche tu, sincontrario (che piacere risentirti!), ma il problema allora – per me – starebbe nel saperle sfiorare per bene. Anche con un solo tocco, a volte, si rischia di sciupare ciò che vale.

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

:D :-) :( :o 8O :? 8) :lol: :x :P :oops: :cry: :evil: :twisted: :roll: :wink: :!: :?: :idea: :arrow: :| :mrgreen:

Subscribe without commenting