Queste fotografie sono la prova di un ritrovamento avvenuto domenica scorsa, nella vecchia casa in campagna della famiglia di mia madre, a Mirabella Imbaccari. Sono di quei piccoli tesori, dal grande valore affettivo, che hai avuto sott’occhio tutta la vita. Un giorno, poi, decidi di scoprirli: anche perché temi che qualche cacciatore di passaggio ne faccia un falò.
I testi che ho fotografato sono solo una piccolissima selezione qualitativa (de gustibus miei, ovviamente) del grande numero di libri, carte, giornali e, soprattutto, materiale politico e forense presente: mio nonno, infatti, era uomo di partito (quale? Inizia per d e finisce per c) e avvocato.
I miei preferiti sono: I Promessi sposi, edizione del 1888, Primo grado: la guida anni Cinquanta all’esame per la patente e, soprattutto, Almanacco per il popolo siciliano del 1926, del quale ho inserito molti scatti delle pagine interne.











































7 Comments
Pedagogia di Mussolini è stre-pi-to-so!
Anch’io avevo parecchi di quei libri, ma non ho mai osato metterli in mezzo a quelli “nuovi” comprati da me: temo che l’umidità, i tarli e acari che contengono accelerino il disfacimento dei miei libri.
E’ stato ancora più strepitoso trovarlo accanto a “Il pensiero di Lenin”
Qualche anno fa mi sono imabarcato in un’operazione simile alla tua, arrivando a recuperare anche alcuni testi appartenuti ai miei bisbisnonni.
Dato che io sono l’umanista della famiglia e che mio fratello studia geologia, ho rivendticato il diritto a fare miei tutti i libri trovati (anche se la maggior parte sono di carattere scientifico).
@Dval: hai fatto benissimo
Aggiungo subito il tuo blog tra gli “Amici e non”!
Oh che dire a parte ricambio e, soprattutto, sperare di non appartenere alla categoria “non”
Ma certo che non, caro
Leggendo rapidamente (troppo!) i titoli dei testi nelle foto, mi era sembrato d’un tratto d’aver scorto “I fioretti di Lenin”! Troppo comico. Ultimamente la carta mi è particolarmente di conforto, sentimento assurdo nell’era del digitale! Forse per una particolare affezione verso le “cose” che hanno materialità, proprio come noi, abbiamo un occhio speciale per i libri, per la cultura che investe la vita (e non è una metafora) e anche la persona.
Baci