Leandro, per 095, scrive la sua (ma non solo) agghiacciante previsione sul futuro di Catania e Librino. L’incubo delineato rischia di avverarsi sotto i nostri occhi senza che nessuno batta ciglio. Finché non vi saranno i morti, certo. Finché non arrivera il Saviano nostrano, magari proprio un ragazzo serio ed esperto del “problema” come Leandro. Finché il Palazzo di cemento di viale Moncada non diverrà set di un film da Leone d’oro. Allora, solo allora, tutti si riempiranno la bocca di belle parole che a noi suoneranno come un insulto, o come una beffa. Io sono così combattuto… tra la voglia di fare qualcosa per la mia città (per questa ed altre problematiche) e la voglia di scappare.
Catania come Casal di Principe
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3 Comments
Grazie della citazione Gio…
NOn credo di aver molto da aggiungere al post, quindi lancio uno spot: contro il logorio della vita moderna a Librino, da un anno esiste LA PERIFERICA http://www.laperiferica.it/
Il mensile è nato per dare informazione agli abitanti di Librino (ma non solo, anche San Giorgio, il Pigno, Villaggio Sant’Agata, Zia Lisa) delle attività e del “bello” del quartiere, evitendo i post allarmistici come il mio. Il giornale è nato dall’iniziativadel gruppo scout Catania 18, che opera a Librino, dall’esigenza di creare una comunità che non esiste… So che criticare come ho fatto io è fn troppo facile, quindi invito tutti a leggere cosa c’è di positivo a Librino su La Periferica, che fra l’altro è in distribuzione gratuita, e potete scaricare il pdf…
Inquietante. Almeno adesso mi spiego perché, da qualche tempo, non riesco proprio a mettere piede a Catania. Evidentemente si colgono tensioni nell’aria — tensioni che quantomeno, qualche tempo fa, erano attenuate.
@Leandro: anche qui hai pienamente ragione. La Periferica è un ottimo giornale… così come esistono molti gruppi, centri, associazioni che operano a Librino. Ma le istituzioni che fanno?
@Tommy: non so se darti ragione. Cioè: io ho le tue stesse sensazioni. Tuttavia, uno dei motivi per cui Librino rischia di passare inosservata è perché il cittadino medio (o il turista) a Catania (centro) non s’accorge di nulla. Non sente tensione. Anzi, proprio l’assenza di una tensione sociale cosciente è il problema.