Una data da non dimenticare. Ieri, milioni di cittadini legati al mondo della scuola e dell’università hanno invaso le piazze italiane: docenti universitari e della scuola di ogni ordine e grado, studenti medi e universitari, precari, insegnanti di sostegno, ricercatori, dottorandi, personale.
Il motore dell’Italia che è l’istruzione, unito per un giorno in tutte le sue parti, si è ribellato al progetto di un governo criminale. Al di là dei tagli e dei maestri unici, il messaggio è chiaro: Berlusconi e i suoi simili vogliono un paese debole, ignorante, precario, xenofobo.
Debole nella ricerca umanistica e scientifica e, quindi, anche nello sviluppo economico. Ignorante, perché l’istruzione è coscienza e la coscienza è rivoluzionaria. Precario, perché la preoccupazione costante per il proprio futuro rende la gente incapace di progettare, di sperare, di pensare. Xenofobo e razzista, anche nei confronti dell’infanzia.
Le leggi 133 e 137 sono vergognose e vanno ritirate. Tuttavia, sono felice di pensare che esse siano state anche un pretesto per l’enorme manifestazione. Un movimento che ha rappresentato il malcontento di chi subisce – a tutti i livelli – questa politica di casta, questo sistema economico in mano ai ladri, quest’università governata da baroni e famiglie e che obbliga a fuggire dal proprio paese, questa scuola che non funziona come dovrebbe.
Anche a Catania, per le strade, siamo stati numerosissimi: circa 30mila. Soprattutto a Catania: città a rischio, città al buio, città in crisi. Il movimento studentesco è partito dal basso, con poche persone e senza l’appoggio di nessuno e ieri, insieme ai comitati di rappresentanza, ai sindacati e tante associazioni, ha autoconvocato un corteo come mai si era visto nella mia città. Così grande da dover prendere strade diverse nel suo tragitto e confluire in due piazze (Università e Duomo) per poter essere contenuto.
http://www.youtube.com/view_play_list?p=24A97CECE9572AD5Il percorso del corteo su Google Maps, altri video su Youtube, foto sul Picasa del Movimento e su Flickr di Step1, Sim e Snapshot.
Da oggi, per tutti, inizia la parte più delicata e difficile: continuare la protesta, non cadere nel memocortismo, non far scemare il movimento






2 Comments
Davvero una grande manifestazione; non ci fermeremo qui, è solo l’inizio di un duro e lungo lavoro per ricordare che il malcontento è diffuso.. E lotteremo fino in fondo per una giusta causa.
L’importante è, come da te stesso affermato, non cadere nel memocortismo
é vero senz’altro, la manifestazione è stata senza precedenti e tale rimarrà, nonostante i tentativi di minimizzarla a tutti i livelli, locali e nazionali. Ma aldilà dell’intelligenza di questi politici, che stanno ad ascoltare la gente solo quando possono trarne vantaggio, è importante quello che la protesta ha significato per le coscienze delle persone che vi hanno aderito. Non tutti nella maniera più giusta ed informata, certo, ma senza dubbio ha contribuito a spingere la gente ad informarsi, a prendere coscienza, e ad agire, a prendere una posizione. Sembra poco, ma non lo è.
In ultimo, Giofilo, grazie tante per la citazione del mio post!
Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato la mia opinione… apprezzamento che ricambio.