Confusione

È un periodo – questo – in bilico tra frenetici impegni, studi, ripensamenti, letture, timori, ricerca di equilibri.

Pian piano scopro di essere fondamentalmente lento e limitato. Non faccio altro che cercare nuovi stimoli, interessarmi a nuovi argomenti, intraprendere iniziative. Per poi scoprire, mio malgrado, di non riuscire a far bene più di una cosa alla volta.

Non riesco, contemporaneamente, a:

  • Buttare giù una seria riflessione sul magnifico Caffè Filosofico che ha visto protagonista il Prof. Giuseppe Raciti.
  • Scrivere su questo blog. Eppure ne vorrei raccontare di cose. Ad esempio, mi piacerebbe parlare del recente sciopero dei camionisti, il cui dato più triste è la nostra totale dipendenza dall’oro nero.
  • Rispondere (rispondere decentemente, intendo) al buon Tommy David che, in modo sincero e schietto, si chiede cosa sia la filosofia e ne trae conclusioni tristemente rortyane.
  • Comprendere La nascita della tragedia. E’ un testo – tra i primi di Nietzsche – che sfugge continuamente al mio controllo. Per quanto lo possa leggere (sono alla terza o quarta rilettura) non mi sento mai pronto a poterne scrivere – o semplicemente pensare – qualcosa per la mia tesi.
  • Immergermi nello studio della Letteratura Italiana, questa sconosciuta, difficile e splendida ultima materia che m’è rimasta.
  • Leggere.
  • Dormire.
  • Varie ed eventuali. Che ci stanno sempre.

E pensando a come gestire questa mole di buoni propositi e doveri, rimango come inebetito, bloccato, incapace di muovere il pensiero.

Forse dovrei darmi una calmata. Dovrei essere più umile, concentrarmi su una cosa alla volta. Disimpegnarmi.

Che da questo caos possa nascere una stella danzante? Non credo proprio. Al massimo, una stella confusa.

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6 Comments

  1. Posted 13 December 2007 at 13:19 | Permalink

    Caro Giofilo,
    calma. In questi casi calma. Spirituale. Non solo mentale. Sta’ sicuro che lo sfuggir di mano del tempo e dello spazio è solo illusorio. Si origina nella tua stanchezza. Mi permetto – da amico – di darti qualche suggerimento.
    Punto n. 1.
    Riposati.
    Punto n. 2.
    Riprendi a credere nelle tue capacità che sappiamo sono grandi, perchè scoraggiarsi? Non c’è motivo. E’ l’effetto Nietzsche. Tranquillo.
    Punto n. 3.
    Se posso, ti consiglio di trascurare alcune cose trascurabili e non farlo per le intrascurabili: queste secondo sono di certo, per il tuo interesse, Nietzsche e la letteratura italiana; per i miei “puliti” (non sporchi, non in questo caso) interessi invece, un commento sul pensiero di Raciti e uno sul post di TommyDavid, in quanto non vedo l’ora di sapere che ne pensi. Io sto aspettando, non è educato. Scherzi a parte: pensa a studiare e pian piano fai il resto. Questo sconforto passerà facendo.
    Punto n. 4.
    Non aver timore delle stelle; pensa a quanto dettomi dal Prof. Biuso – tu sai cosa, tu sai quando – perché naturalmente vale anche per te e per gli altri. Se vale per me vale per gli altri, stanne sicuro!
    Dunque: calma e non scoraggiarti, e pindaricamente

    “(ri)diventa ciò che sei”

    facendo, facendo, facendo; dacché sei fare, non solo sai fare.

  2. Posted 13 December 2007 at 13:30 | Permalink

    Grazie mille, Davide, per le tue parole!

    Cercherò di mettere ordine e di “darmi” da fare ;-)

  3. Posted 13 December 2007 at 22:04 | Permalink

    Che impressione che mi fa scrivere l’indirizzo del mio blog nello spazio qui, sopra quello per il commento.
    E’ una piacevolissima sensazione e riflettendoci mi accorgo che se non ti avessi conosciuto probabilmente non l’avrei mai provata, giacché il mio blog non sarebbe nato (o almeno non ora).
    Dunque, prima di qualsiasi cosa, grazie per le stupende opportunità che hai dato a tutti noi studenti catanesi. Sei stato la marcia in più, quella che ha fatto la differenza in tante attività; e questo è innegabile.
    Per il resto, concordo col nostro Triad su ogni punto. Capitano di questi momenti, a tutti. E poi, se tu non facessi tutto quello che fai, pur con questa sensazione di incompiutezza, non saresti il nostro Hyperactive Man, no?
    Limitati, poi, lo siamo tutti, costitutivamente; siamo finiti, inesorabilmente. Lenti, beh, dipende dai punti di vista, ma la velocità, Raciti docet, è un elemento avveniristico, che dici?
    Quindi, calma e gesso, come si dice giocando a biliardo (ma sapevi che Mozart era un grande giocatore?).
    Scrivendo ti chiarirai molte cose, su tutto; anche sulla “Nascita della tragedia”.
    I filosofi sono gli unici che, seguendo le tradizioni orfiche, sanno di essere sì, figli di Urano stellato, ma anche della madre terra. Stelle e polvere. Siamo stelle confuse, tutti, con la polvere. Ma, come direbbe un certo Gesù: “scuotete la polvere dai vostri piedi” (Mt 10, 14).
    E ripartiamo!

  4. Posted 13 December 2007 at 22:44 | Permalink

    Cateno, anche a te: grazie mille!

    Leggere le vostre parole (le tue e di Davide) mi fa sentire già meglio, perché capisco subito che mi capite.

    Ed è una cosa veramente più unica che rara, per me ;-)
    Alla prossima,
    Giovanni

  5. Posted 22 December 2007 at 21:10 | Permalink

    Giofilo, Giofilo… Lotto quotidianamente contro il mio essere (sentirmi?) lento e limitato. Mi chiedo se siamo soltanto ipercritici verso noi stessi, o piuttosto non sappiamo essere pienamente padroni del nostro tempo (lo sospetto seriamente). Il fatto è che dalla mia ottica tu sei tutt’altro che lento e limitato: chi di noi due è in errore?

  6. Posted 23 December 2007 at 11:50 | Permalink

    chi di noi due è in errore?

    A questo punto, spero tu :-D

    Ipercritici verso noi stessi? Si, sempre.
    Padroni del nostro tempo? Quasi mai.

    Grazie Tommy ;-)

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