La festa dei morti

Forse qualcuno non sa che in Sicilia Halloween esiste da un pezzo.

E’ una festa meno consumistica, è più densa di significati ed evoca in ogni vero siciliano (cioè in chi ha avuto la fortuna di vivere le antiche tradizioni) più ricordi delle Madeleines di Proust. Inoltre, cosa importante, non porta il nome di Halloween (la cui traduzione in italiano porta dritti alla festa cristiana di Ognissanti), bensì di Festa dei morti.

Più che nelle grandi città siciliane, la festa (per nulla funerea), si coglie in pieno nei piccoli paesini:

Nella collina solitaria, irta di croci sull’occidente imporporato, dove non odesi mai canto di vendemmia, né belato d’armenti, c’è un’ora di festa, quando l’autunno muore sulle aiuole infiorate, e i funebri rintocchi che commemorano i defunti dileguano verso il sole che tramonta. Allora la folla si riversa chiassosa nei viali ombreggiati di cipressi, e gli amanti si cercano dietro le tombe.

[...]le mamme vanno in punta di piedi a mettere dolci e giocattoli nelle piccole scarpe dei loro bimbi, e questi sognano lunghe file di fantasmi bianchi carichi di regali lucenti, e le ragazze provano sorridendo dinanzi allo specchio gli orecchini o lo spillone che il fidanzato ha mandato in dono per i morti.

[...]Così le lagrime si asciugarono dietro il loro funebre convoglio; e le mani convulse che composero nella bara le loro spoglie, si stesero ad altre carezze; e le bocche che pareva non dovessero accostarsi ad altri baci, insegnano ora sorridendo a balbettare i loro nomi ai bimbi inginocchiati ai piedi dello stesso letto, colle piccole mani in croce, perché i buoni morti lascino dei buoni regali ai loro piccoli parenti che non conobbero.

citazioni tratte da “La festa dei morti“, in “Vagabondaggio” di Giovanni Verga

Come sempre, il fascino delle feste pagane (perché tale è lu jornu di li morti) supera di gran lunga quello delle feste religiose o quello (che io non riesco a trovare) delle feste puramente consumistiche.

I bambini oggi hanno corso come forsennati per i cunicoli dei cimiteri. Sicuramente si saranno persi ed avranno pianto, succede sempre.

Ci sarà stata una gran caciara nella piazza del paese, di certo un mercatino.

Probabilmente Nonna si sarà trovata in quella incredibile situazione in cui, essendo allo stesso tempo di fronte alla tomba del suo compagno di vita ed all’ultimo suo nipotino che la guarda, piange ricordando il primo e sorride felice accarezzando il secondo.

Si nun vennu li morti, nun camminanu li vivi

Alla faccia dell’Uomo Nero, della Morte con la falce e dei Fantasmi che terrorizzano. Alla faccia del Paradiso e dell’Inferno, ogni 2 novembre la vita si impone con forza con tutte le sue contraddizioni, con tutta la sua sicilianità.

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2 Comments

  1. Posted 3 November 2007 at 14:47 | Permalink

    Bello davvero questo commento alla nostra festa dei morti.
    Ricordo benissimo i meravigliosi giocattoli che i miei antenati defunti mi facevano trovare in questo giorno. E io credevo davvero che fossero i bisnonni a portarmeli.
    Il legame con coloro da cui siamo germogliati è una delle macchine generatrici del Mito, in ogni cultura, ovunque.
    E per i pagani lo è in forme positive, profonde, vitali.

  2. Posted 3 November 2007 at 15:08 | Permalink

    Grazie per il commento, Prof. Biuso.

    Ricordo anch’io i regali di mio nonno, defunto quando avevo tre anni. Stranamente, non mi sembrava strano che continuasse a portarmi dei doni :-)

    Ricordo anche i regali di Natale, ma quest’ultima, al contrario di quella dei morti, è una festa ormai totalmente soffocata dal consumismo.

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