In questi giorni sono stato molto impegnato con il progetto di Sitosophia.
Credo che chi – come me – si iscrive in Lettere e Filosofia, lo faccia fondamentalmente per passione. La filosofia, in particolare, non rappresenta solo una disciplina di studio. E’ la tua prima lettura al mattino e l’ultima alla sera. E’ una consolazione ma anche uno stimolo. E’ il pane di cui vorresti sempre nutrirti.
Una visione idilliaca? So benissimo che ormai l’Università non si vive così, almeno non nella maggior parte dei casi. Spesso la Filosofia è scambiata con l’ignavia. E non c’è peggior peccato. Solo che non tutti siamo uguali, per fortuna.
Lo studente (quello vero) ha sempre bisogno di nuovi stimoli. E se non gli vengono offerti, se li crea da solo.
Io, insieme ad altri colleghi – anzi, amici – ho messo in piedi il sito (che, a proposito, ho interamente costruito con Wordpress) ed un’iniziativa davvero interessante: il Caffè Filosofico. Quest’anno, grazie all’aiuto di pochi ma buoni docenti, gli incontri si svolgeranno nella mia Facoltà, a Catania.
Il primo incontro è già fissato per l’11 dicembre. Protagonista sarà il Prof. Giuseppe Raciti, che – ancor più che “filosofo” – mi piace definire “la Filosofia personificata”.
Per tornare alla questione “studenti”, c’è chi pensa che quest’ultimi debbano ricevere dall’Università della Consulenza psicologica. Si, esatto, come nelle aziende. Come ho scritto sul forum di Sitosophia, senza offendere chi di quel counseling ne avrebbe bisogno sul serio, io vorrei esporre un mio problema: credo di soffrire di ansia da studio. Si, insomma, non riesco a studiare bene.
E’ che vorrei conoscere i classici filosofici, ma non me li fanno studiare. E’ che vorrei fare ricerca storica, ma non mi dicono come si fa. E’ che vorrei studiare una materia per più di un mese, ma non posso perché altrimenti non mi laureo più. E’ che, se mi metto a confronto con un laureato vecchio ordinamento, mi sento un ignorante. E’ che spesso io studente mi trovo a combattere con le enormi frustrazioni psico-fisico-sociali di pseudo-docenti, che dovrebbero invece essermi d’esempio (a scuola come all’Università). E’ che il mio futuro lavorativo è tanto incerto quanto le prospettive di un tacchino il Giorno del ringraziamento.
Poi però mi succede una cosa strana: non soffro affatto di ansia da prestazione. Al momento dell’esame, anzi, sono sicuro di me. Ciò di cui non sono sicuro è se di quel topico momento mi rimarrà qualcosa; se da quello studio, tutt’altro che matto e disperatissimo, saprò cogliere i frutti e trarre gli insegnamenti dovuti.
E voi, ditemi: avreste bisogno di una consulenza?






5 Comments
Creare stimoli è sempre piacevole, ma bisogna cercare di trovare la giusta chiave per stimolare anche chi è addormentato. Ti auguro di riuscirci. In bocca al lupo, Giò!
Hai ragione…ma speriamo bene, voglio essere ottimista, almeno una volta.
Grazie Mario! …e viva il lupo!
Bello questo sito. Mi ripropongo sempre di guardarmelo, ma poi si fa subito tardi. Cmq, chi consulta il consulente?
Il super-mega-consulente-generale-onnipotente, un pò come il super-mega-capo-galattico di Fantozzi!
Il sito ringrazia per i complimenti!
Ciao,
Giovanni
Certo che è mportante la consulenza è ormai ora di mettere coscienza e riconoscersi, il noi è la regola la via del futuro l’orizonte degli orizonti.
Entità come il pessimismo dionisiaco è vero che posssono pensare a sè in eterno senza oblighi verso nessuno..ma chi si riconosce in questa entità si che si anno doveri, ma come riconoscersi è stato il mio grande problema. Ora non lo è più.
ll mondo ha bisogno di abbreviatori e facilitatori questo ho creduto fosse il mio compito. Forse sono maturi i tempi per creare cattedre e università per insegnare il pessimismo Dionisiaco ripeto non più per me ma per tutti quelli che hanno un nuovo orizonte, un nuovoscopo, quello di togliere contraddizioni.
Un grazie al profesore Raciti maestro del mio primo movimento, salute a tutti.