Finita la mia lentissima lettura di Perché non possiamo essere cristiani, la famosa ultima fatica del matematico impertinente Piergiorgio Odifreddi, ne scrivo impressioni e giudizi personali.
Questa breve recensione sarà guidata da alcuni aggettivi: utile, irriverente-divertente, noioso, ingenuo.
Il libro è utile.
Perché introduce alle Scritture chi non le ha mai neanche sfiorate. Quindi, si rivolge praticamente a tutti i credenti cristiani, che da sempre sono stati abituati alla mediazione della Chiesa e del parrino di turno, il quale fa tutta la fatica al posto loro: legge, interpreta e spiega la Bibbia (a modo suo). D’altronde una Riforma protestante non c’è stata per puro caso. Addirittura ci sarà stato chi, come me, spinto dalla curiosità suscitata dalle numerose, critiche e sempre puntuali citazioni dall’Antico e Nuovo Testamento, è andato a prendere i passi e a leggerseli per proprio conto. Insomma, un’utile opera di divulazione laica delle Sacre Scritture.

Il libro è irriverente e, quindi, molto divertente.
Alla fine di una critica pungente sui rapporti tra Chiesa e politica, si legge:
Non si tratta, naturalmente, di fare di ogni erba un fascio, benché la Chiesa Cattolica sia riuscita nel Novecento a fare di ogni fascio un concordato.
(Pag. 11)
Trattando della figura della Madonna e della sua “anomala” maternità:
Certo nel caso di Gesù non si è trattato di nascita verginale nel senso letterale della partenogenesi (da parthenos, “vergine”, e genesis, “nascita”), perché essa non richiede alcuna fecondazione. E neppure può essersi trattato della fecondazione eterologa da parte dello Spirito Santo di un ovulo di Maria, perché altrimenti Gesù sarebbe soltanto un semidio: come Ercole, figlio di Zeus e Alcmena, che spesso è comunque stato considerato una sua prefigurazione. Il concepimento di Gesù dev’essere allora avvenuto per impianto di un ovulo già fecondato: dunque, non solo Giuseppe è un padre putativo, ma Maria è una madre surrogata che si è limitata a dare l’utero in affitto. Da dove poi provenga il materiale genetico di Gesù non si sa, ma certo non è stato prodotto in maniera naturale: più che un Organismo Genticamente Modificato, egli è allora un esempio di Vita Artificiale.
(Pag. 177)
Sempre su Maria, una valida alternativa alla illogica immacolata concezione:
[...] per dare a Cesare quel che è di Cesare, un’accurata fecondazione assistita sarebbe stata sufficiente per preservare la verginità al concepimento, un taglio cesareo (appunto) per mantenerla durante il parto, e un’astinenza dai rapporti “secondo natura” per confermarla in seguito.
(Pag. 181)
Anche la nota finale del libro fa molto sorridere, ma non la cito per non rovinarne l’eventuale lettura
Il libro è (in certi punti) noioso
L’esegesi delle Scritture assume a volte un carattere veramente pignolo. Capita che non si capisca più chi prende più seriamente la Bibbia: Odifreddi o i cristiani?
Una delle pecche fondamentali del testo biblico è, a mio parere, l’assoluta mancanza di autoironia, la mancata consapevolezza di parlare un linguaggio umano e non divino, di esprimersi tramite metafore e non verità. Una pecca a cui ha rimediato Nietzsche, come ho già avuto modo di scrivere, ma a cui Odifreddi non sempre risponde per le rime.

Il libro (o l’idea che vi sta dietro) è ingenuo.
Ha, infatti, alcuni grossi difetti: è, nella sua prima parte, un’analisi fin troppo letterale dell’Antico e Nuovo Testamento; non compie un minimo di genalogia (si limita alla genesi) del Cristianesimo; tralascia totalmente l’aspetto semantico del Cristianesimo.
Elencare citazioni bibliche è utile a metterne in risalto le “assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e bruttezze letterarie“. Ma questo non basta! E’ un lavoro, purtroppo, che lascia il tempo che trova: resta il dato di fatto, preponderante ed ineludibile, che i credenti cristiani (veri o fasulli che siano) sono in stragrande maggioranza. A questo dato bisogna dare una risposta ed Odifreddi, mi dispiace dirlo, non ce l’ha data.
Se nelle Scritture vi sono tutte queste contraddizioni, assurdità, falsità e sciocchezze, perché (ancora oggi) la Chiesa (che sull’interpretazione delle Scritture basa il suo potere) domina indisturbata le coscienze individuali e collettive, come un Super-Io freudiano?
Qual è la genealogia (ad esempio) della resurrezione, dell’eucarestia, del peccato originale? Ovvero: qual è il loro motivo nascosto, per cui hanno così tanto successo tra gli uomini?
Non possiamo permetterci di placare il sospetto, i cui maestri hanno ancora molto da insegnarci.
Qual è il significato (i significati) che l’umanità contemporanea attribuisce al Cristianesimo?
L’uomo, dell’aspetto “letterale” contraddittorio e sciocco delle Scritture, se ne frega! Il Cristiano medio le Scritture non le ha mai lette! L’aspetto semantico, invece, va oltre l’opera, oltre l’autore, e mette le sue radici direttamente nelle coscienze dei popoli. Ed avremo voglia di dire che i frutti di quest’albero sono velenosi: a nessuno importerà più nulla. Ed avrà voglia, Odifreddi, di proporre la scienza come veramente katholica (nel senso letterale di “universale”) e di citare il motto spinoziano Deus, sive Natura.
Mi dispiace molto aver concluso in modo negativo il giudizio su un libro che, credetemi, mi è piaciuto ed è molto interessante; ma se non comprendiamo quali siano le giuste domande da porre, potremo solo blaterare, non certo rispondere, potremo solo timidamente lamentarci, non reagire e rinnovare.





13 Comments
L’ho finito da parecchio tempo, e subito dopo ho cominciato a leggere Rompere l’incantesimo di Dennett (libro che sto per finire). Te lo consiglio vivamente per capire come trattare in modo scientifico la religione (a prescindere dalla specificità della scienza-logica e della religione-cattolica come ha fatto Odifreddi).
P.S.: anche per me il miglior pregio del libro di Odifreddi è la messa alla luce di quel pugno di assurdità che stanno dentro al libro sacro. Se avesse scritto sto libro con meno astio e più leggerezza a mio avviso avrebbe potuto convincere più lettori, anche tra i cattolici…
Grazie mille per il consiglio
Esatto, è proprio ciò che ho pensato anch’io!
Ciao,
Giovanni
imbarazzante. mi vergogno per lui. ti prego, dimmi che odifreddi parla di “immacolata concezione” in questi termini e gli porto domani stesso il tapiro degli esegeti. fai tu confusione tra verginità e immacolata concezione, vero? perché se no sarebbe davvero clamoroso. e ad ogni modo è ugualmente imbarazzante. pensavo che solo i testimoni di geova fossero talmente stupidi da avanzare argomenti simili.
che imbarazzo. si indica la luna e questi intellettuali spocchiosi analizzano il dito fin nei minimi particolari. poveracci. e hanno il coraggio di insegnare le “assurdità” della scrittura? ma non vedono quanto sono assurdi loro?
sì sì, il libro di odifreddi “me lo voglio proprio perdere”.
Ciao Alessandro,
scusa per il ritardo della mia risposta.
Bhè…come ho scritto, quella di Odifreddi era una battuta
E poi, perché dici: “si indica la luna”?
A me sembra che si indichi “semplicemente” che Maria è nata senza peccato originale ed è vissuta e morta senza commettere altri peccati. Questo semplicemente perché la “madre” di Cristo non poteva certo essere una comune donna. Il che è un’assurdità ulteriore per salvare quella grande assurdità che è il Cattolicesimo.
Questo è ciò che penso,
Ciao,
Giovanni
Ho incrociato la spada con Odifreddi in persona qualche giorno fa, qui in Sardegna, e proprio a proposito di questo libro e dell’altro suo testo analogo (Il Vangelo secondo la scienza).
Odifreddi è il “tipico” scientista, e quindi non è nemmeno originale.
L’unico sapere autorizzato a dirsi tale è, per lo scientista, quello delle scienze esatte – le scienze forti – (infatti insegna logica matematica ) e l’unico metodo accettabile quello delle suddette scienze.
Ma se applichi tale metodo ad altri ambiti, fai disastri.
Immagina di “leggere” la Sistina solo col metodo e gli strumenti delle scienze esatte (peso, dimensioni, tempi di esecuzione, pigmentazioni, spettroscopia cromatica, ecc…..).
Hai “capito” qualcosa della Sistina, in questo modo?
Con la rivelazione cristiana, e con le religioni, funziona esattamente nello stesso modo. Perciò, a costo di dar ragione a quell’antipaticone di Heidegger, ripeterò con lui:
M. Heidegger, Fenomenologia della vita religiosa, p. 385 ed. ital.
Sul pericolo di esportare un metodo scientifico di tipo A nell’ambito di scienze di tipo B, C, o D, si era già pronunciato a suo tempo perfino Aristotele (Metabasis eis à llo genos).
Ciao a te e a tutti. A presto.
Tore
Ciao Giovanni,
naturalmente Odifreddi scherza, ma le parole che sceglie per scherzare descrivono bene la sua pochezza intelletuale. Odifreddi è una delle migliori conferme di quanto può portare lontano dal senso comune la superbia dell’uomo di scienza. Essere uno scienziato non dispensa dallo scrivere sciocchezze.
TI ho chiesto se sei tu a fare confusione o è lui. Tu infatti introduci il brano di Odifreddi dicendo “una valida alternativa alla illogica immacolata concezione”, ma poi Odifreddi parla della verginità.
A parte questo, la “luna” è l’eccezionalità dell’incarnazione. Capisco che chi pensa che sia una sciocchezza abbia buon gioco a fare sarcasmo, ma lo stile del sarcasmo di Odifreddi, oltre a essere penoso (non fa proprio ridere), considera la verginità soltanto dal punto di vista anatomo-patologico. Una pena. Come quel testimone di Geova, appunto, che una volta mi ha detto, con il sorriso sulle labbra di chi è convinto, povero lui, di dire una cosa intelligente: “Maria, dal momento in cui ha partorito, non è più vergine!”. Il fatto che abbia concepito in quel modo non rilleva, insomma. Ecco, Odifreddi, seppure dal comodo schermo del sarcasmo scettico, ragiona allo stesso modo. Guarda il dito. Anzi, lo analizza da par suo, che vuol far vedere quanto è bravo a considerare tutte le variazioni possibili sul tema. Che tristezza.
Grazie per i brani che hai riportato. Sono stato più volte tentato di comprare il libro, naturalmente per farmi due risate. Ma ho pensato che non è giusto premiare al botteghino questo nano spocchioso, e ancora peggio gratificarlo di un’eccessiva attenzione durante il mio tempo libero. Sono andato in giro per i blog a vedere come ne parla chi l’ha letto. Questi brani mi convincono ancora di più sulla necessità di stendere un velo pietoso, il più presto possibile. La storia farà giustizia di queste miserie.
Oh, tu comunque mi sei simpatico
Ciao
Alessandro
@ Tore:
E’ ovvio, Odifreddi è uno scientista di prima categoria, ma non mi piace per niente il tuo discorso per cui “ad ognuno il suo mestiere”. Conoscere la Cappella Sistina (per riprendere il tuo esempio) significa anche conoscerne peso dimensione etc. etc.
Inoltre, mi dispiace per Heidegger (che non mi sta antipatico, anzi!) non credo che solo l’uomo religioso possa comprendere la vita religiosa. Sarebbe come dire che “solo il contadino può comprendere la vita di campagna”: sicuramente è vero, ma è un giudizio che lascia il tempo che trova…è quasi tautologico. Poi, bisogna vedere il senso complessivo di ciò che voleva dire Heidegger…
@ Alessandro:
Grazie per questo secondo commento e per il “simpatico”, che ricambio con piacere e sincerità!
Penso di essere d’accordo con tutto ciò che hai detto e di aver capito il tuo punto di vista anti-banalizzante. Quando, alla fine del mio post, critico Odifreddi per non essersi fatto domande sul “significato” del Cristianesimo, intendo proprio questo: Odifreddi ha preso la faccenda “troppo alla leggera” (come disse Zarathustra allo spirito di gravità).
Ciò non toglie però che, secondo me, il suo è un utile libro per tutti coloro che ancora sono accecati dalle assurdità e dai giri di parole con i quali la Chiesa tenta di salvare la propria dottrina, ormai ridotta (da essa stessa) ad una ridicolaggine.
Ciao,
Giovanni
Oddifreddi ha fatto degli errori nel suo nuovo libro, ma questo non è una colpa, non è il suo mestiere. E’ una colpa però parlare con tutta quella arroganza di questioni di fede, di denigrare Gesù come un imbroglione ed un mago. Non si rende minimamente conto di quanto con la sua baldanza ferisca nel profondo. E’ un uomo razionale e non potrà mai concepire la religione. Avrebbe anche il buon senso di raccontarci che i sentimenti e quant’altro altro non sono che reazioni chimiche…Perciò perchè dare ascolto ad un matematico su questioni religiose? E perchè Odifreddi ci tiene così tanto a questo? Domande che non trovano risposta. Purtroppo è impossibile parlare con lui o con i suoi seguaci di questioni religiose, sono due lingue differenti, opposte, ne giuste ne sbagliate, differenti. Non alimentiamo queste polemiche, perchè più polemica si fa e più Odifreddi continuerà a comparire in Tv e nelle librerie. Lasciamolo con la sua UAAR, basta non ascoltarlo. Ricordate che un raglio d’asino non arriva al cielo e in questioni di fede Odifreddi non è un genio come lo è nella matematica.
Amen
Nel libro di Odifreddi non mancano le banalizzazioni e le inesattezze storiche e filologiche, che ho segnalato in questo mio scritto:
http://it.geocities.com/matteoveronesi/Odifreddi.html
Un caro saluto a tutti.
Ciao!è la prima volta che scrivo e non so, se sono all’altezza dei vostri commenti, oltretutto devo ancora leggerlo il libro, ma ho sentito un’infinità di commenti. Io credo che a prescindere da tutto,Oddifreddi ha dimostrato la sua grande, infinita, ignoranza umanistica e persino religiosa. Ha dichiarato di aver studiato solo il deuteronomio e il levitico.Partiamo dal fatto che non si possono avere idee o giudizi o elaborazioni personali senza una visione glòbale del problema che si vuole affrontare,aggiungiamo che il problema dell’interpretazione dei testi è un problema secolare che attanaglia le grandi sfere scientifiche umanistiche, antropologiche, proseguiamo sul concetto che i testi sacri sono metafore in continua evoluzione, (solo gli estremisti leggono i testi alla lettera), completiamo dicendo che l’uomo sa, da sempre, che c’è qualcosa al di là di questa vita che lo attende, non si tratta solamente di antropocentrismo, è realtà tangibile,ma sa anche che non ha le capacità per cogliere il perfetto concetto dell’intangibile, per cui elabora riti,credenze, miti e dei, su basi effimere e sulla fede di ognuno. I riti, le credenze, gli atti comunitari sono tutti mezzi per rafforzare le credenze. Concludiamo quindi che Oddifreddi si è reso ridicolo davanti la comunità scientifica, ridicolizzando una parte di realtà globale che attanaglia tutti, tutto l’essere umano, e che va affrontato con cognizione di causa e profonda umiltà del proprio non sapere nulla. Esistono credi quanti sono gli individui al mondo, i quali si riconoscono e ritrovano all’interno d’istituzioni religiose o credenze comunitarie.
L’antropologia e l’etnologia hanno molto da insegnare.
Mi meraviglio che abbiano permesso a quest’uomo di pubblicare questo libro… cavolo, ognuno di noi si può sentire giustamente autorizzato a credere di poter scrivere testi rivoluzionari per l’umanità intera!Grazie per la pazienza e il tempo concessomi
Francesco
Sono d’accordo con te, Francesco, sul fatto che Odifreddi abbia del tutto ignorato l’antropologia (ma anche la filosofia!)…insomma, che abbia ignorato la natura umana.
Non sono d’accordo, invece, quando dici che Odifreddi non aveva le conoscenze adatte. Se per criticare il cristianesimo bisogna studiare tutta la bibbia ed i vangeli, a maggior ragione bisogna farlo per essere cristiani! E non mi risulta che la maggior parte dei cristiani abbiano letto i vangeli (figuriamoci la bibbia!). Sembra paradossale, ma per amare una dottrina religiosa (il cristianesimo), non bisogna conoscerla. Allora, permettimi di dire che tutta questa “scientificità” nell’interpretazione dei testi, tutta questa “teologia” forte su cui si basa il cristianesimo se ne può anche andare al diavolo! Il Cristianesimo si basa sui suoi innumerevoli (e per lo più ignoranti, nel senso che ignorano cosa sia il cristianesimo) credenti.
Odifreddi parte da 1 convinzione immobile: la fede sta da una parte (quella sbagliata), la ragiona dall’altra (quella giusta). Il che è abbastanza ridicolo. Quindi già il presupposto è sbagliato. di conseguenza il libro (che fa discreto sfoggio d’ingnoranza se non altro filologica) difficilmente sarà “giusto”.
Io credo che se definiamo la parola fede e la parola ragione scopriamo che dove c’è una, l’altra non ci può stare. Insomma, alla fine, il tutto si restringe a capire che cos’è la realtà. O la realtà è conoscibile, e lo si può fare solo attraverso la ragione logica, o la realtà è imponderabile, caotica, priva di leggi universali comprensibili alla mente umana.
Il messaggio di Odifreddi è semplice e chiaro: per conoscere la realtà la fede non serve. La fede è un’emozione. La ragione è il metodo concettivo che ci permette di conoscere la realtà, e quindi distinguere il vero dal falso, il reale dall’irreale, il giusto dall’ingiusto, e il morale dall’immorale. La fede non ci può dare questi valori. Ci dà soltanto piacere emotivo, magari estasi, come può farlo la musica o l’arte. Tutti i valori umanistici e morali non sono stati scoperti e voluti dalla fede. Sono sempre stati il prodotto della ragione logica. Le religioni che sono sopravvissute nei secoli, non lo devono alla forza della fede, lo devono a quanto di logica sono riuscite ad incorporare. Senza la logica, le religioni sono destinate a duplicarsi tra le masse ignoranti solo come folclore tradizionale di culto, ma a fallire di fronte all’avanzarsi della scienza e del progresso tecnologico. Quello di cui abbiamo bisogno oggi è la creazione di una cultura morale basata sulla ragione logica e non su dogmi di fede.
Condivido il messaggio di Odifreddi.
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[...] donc à bien penser: voila le principe de la morale” (Blaise [...]
[...] e ha recentemente animato controversie tra laici e cattolici, come, ad esempio, con il provocatorio[6] Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)[7] di Piergiorgio [...]