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Arlecchino servitore di due padroni
Dopo La bisbetica domata, l’Arlecchino di Goldoni. Anzi, Arlecchino servitore di due padroni di Strehler!
Non sono esperto di teatro, non l’ho mai studiato, non ne sono un assiduo frequentatore, nè tantomeno sono un critico. Penso però di poter dire con certezza che quest’Arlecchino è stra-or-di-na-rio!
Gli attori giocano con le maschere come se tali non fossero, ma la loro stessa faccia e personalità. Ballano, si prendono in giro, fanno giocoleria ad alti livelli, cantano benissimo. Un Ferruccio Soleri straordinario nel ruolo di Arlecchino, ed anche nella sua messa in scena dell’opera.
A ricordarci che la maschera non è reale, una trovata niente male: teatro nel teatro, rappresentazione di una rappresentazione. In pratica, Strehler ha messo in scena la “prova generale” di uno spettacolo, con tanto di suggeritore e “dietro le quinte” ben visibili e con un loro ruolo preciso.
Ho provato uno straniamento, un senso di felicità e spensieratezza che probabilmente non avevo da quando ero bambino; penso che sia la magia del teatro!
Quest’Arlecchino ha una storia lunga e affascinante, sul sito del Piccolo Teatro di Milano si trovano fotografie, video e documenti vari che riguardano lo spettacolo, che gira ormai da più di 50 anni.
P.s.: grazie al Prof. Biuso per avermi raccomandato quest’opera fantastica!