Ho appena letto su Repubblica che Kareem è stato condannato a 4 anni di prigione.
A niente è servita la campagna aperta da Amnesty International o l’appello di Reporter sans frontières, che ha pure stilato una lista dei “nemici di internet”.
Battiamoci per ciò che è importante: per la libertà di pensiero e di parola, per la libertà di diffondere la nostra opinione via stampa, blog o anche segnali di fumo.
Ho scritto un articolo per Megaron sull argomento.
Scritto il 13 Feb 2007
Mi sento quasi in colpa per ciò che ho scritto nell’ultimo post. No, che avete capito, non certo perché me la sono presa con la chiesa!
Piuttosto, perché solo oggi vengo a conoscenza di Karim Amer (così si firma sul web) che è stato arrestato il novembre scorso per aver espresso liberamente delle opinioni sul proprio blog. E nel suo paese, l’Egitto, questo non è tollerato. Ha 22 anni e studia per diventare avvocato.
Non è il primo a subire un ingiustizia del genere (sia in Egitto che, ad esempio, in Cina sono stati arrestati dei “bloggers”) e non sarà l’ultimo, perché ogni tentativo che l’uomo fa di liberarsi dalle “catene” del potere (ed internet è l’ultimo di questi tentativi), viene in tutti i modi osteggiato ed ostacolato.
Comunque, tornando a Karim, è stato aperto un sito ed una petizione per la sua liberazione. Inoltre, giorno 15 febbario a Londra, Washington, Bucharest, Chicago, Roma, Ottawa e New York vi saranno manifestazioni di piazza in sua difesa.









Il mondo e la Terra
Ma dov’è che finisce il mondo ed inizia la Terra,
che muore ogni rappresentazione e vive la Verità,
che tramonta la storia e sorge il Pensiero?
A volte mi sembra di comprendere la religione, anzi, la sua domanda.
Forse è necessario che solo lì dove muore l’uomo, vi possa essere Vita.
Ma poi penso che io sono “un fiume che mi trascina”.
Mi ricordo che io sono “una tigre che mi sbrana”.
Mi rendo conto che io sono “un fuoco che mi divora”.
Ad un tratto percepisco il Tempo che io sono.
E allora rido e prendo in giro l’Infinito.
Lui è così indeterminato e de-forme,
è solo negazione e privazione,
io invece sono le mie mani che creano,
io sono i miei occhi che inventano,
io sono il mio corpo che respira.
Io sono essere e divenire,
sono vita e morte in ogni istante,
se muoio, io sono il mio assassino.
Certo, non sono tutto, ma se lo fossi non sarei niente,
invece sono qualcuno perché sono sempre qualcosa.
P.s.: NON è una poesia